Taglialatela: ” Fin quando il problema non ti tocca, non te ne rendi conto”

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Il pensiero di Pino Taglialatela, che per anni ha difeso i pali di un San Paolo tutto azzurro, ma oggi è costretto a fermarsi. Eccolo ai microfoni de Il Roma:

Emergenza Coronavirus: perché la Lega italiana non ha fermato tutto immediatamente?«Credo sia per il fatto che non è uno solo che prende la decisione ed ha carta bianca. Ma forse non si erano resi conto della gravità della situazione. Fondamentalmente si è aspettato un po’ troppo per fermare. Qualcosina si poteva fare prima, per sensibilizzare le persone che non si erano rese conto della drammaticità della situazione. Adesso qualsiasi tipo di sport passa ovviamente in secondo piano, dato che ci sono cose più serie da affrontare. Credo ci voglia tempo per ricominciare e non penso sia imminente la ripresa. Se guardiamo cosa accaduto in Cina ci rendiamo conto del tempo e lì sono stati adattati provvedimenti molto forti. Il problema è che non è stato trovato ancora il vaccino, ma grazie al Cotugno e Pascale di Napoli sembra si sia trovata una cura almeno per i casi più gravi. Fa ben sperare, ma è presto per capire quanto ci vorrà per riprendersi. Ora lo sport non ha più importanza, c’è la salute della singola persona da tutelare».

 Questa settimana si sono giocate Europa League e Champions League. Perché?«Sono cose che sinceramente non si capiscono. Forse non avranno avvertito la pericolosità della situazione. Quando c’è il problema in casa propria uno se ne rende conto, ma fuori dalla porta gli altri non si accorgono di ciò che stai vivendo. Nel momento in cui a situazione sta toccando un pochettino tutti, hanno iniziato a chiudere. Ma molto in ritardo, penso alla partita di Liverpool con una marea di persone nello stadio. Penso anche all’esterno dello stadio del PSG. La responsabilità è dello Stato. Ora ci vuole buonsenso, vanno fatti sacrifici. C’è chi ne fa un po’ di più perché non tutti hanno situazioni economiche floride e quindi queste persone fanno sacrifici disumani. In questo momento però bisogna stare chiusi in casa il più possibile».

Provando a chiudere gli occhi e sognando cosa ci sarà tra uno o due mesi, cosa vede?«Immagino un calcio di nuovo attivo, significherebbe che il problema è stato risolto. Mi piacerebbe rivedere tutto lo sport di nuovo in azione, la gente che esce per strada, tutti che riprendono la vita normale. Purtroppo, però, credo che tra un paio di mesi non sarà ancora finita. Magari saremo alla fine, però calcio e sport vari potrebbero riprendere a maggio o giugno. Mi auguro di sbagliare e che tutto finisca quanto prima».Fonte: Il Roma

 

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