GHEDDAFI E AHN
Uno dei suoi pallini era quello di ingaggiare calciatori semisconosciuti, farli crescere in attesa del boom e rivenderli a caro prezzo. Tre nomi soprattutto hanno accentuato il personaggio Gaucci: Nakata, Gheddafi e Ahn. Porta in Italia il primo calciatore giapponese, Nakata appunto, scelta quanto mai azzeccata. Scommette con Saadi Gheddafi, figlio del dittatore libico. Gioca con la formazione umbra una sola partita contro la Juventus, società di cui all’epoca la famiglia Gheddafi era socia con una quota minoritaria del 7%.
Luciano Moggi, ex direttore generale della Juve e legato a Gaucci per i trascorsi nella Roma, ricorda: «Saadi era un grande appassionato di calcio e tifoso della Juventus ed era sempre al seguito nostro. Segnalai a Luciano questa possibilità, che poteva essere un’ottima opportunità per il Perugia vista l’importanza di Saadi e cosa rappresentava in quegli anni a livello economico. Lui non si lasciò scappare l’occasione e lo ingaggiò facendolo pure esordire in Serie A». Il capolavoro mediatico di Gaucci avviene con Ahn, il sudcoreano che con un suo gol eliminò l’Italia ai Mondiali del 2002. Dopo quella partita, Gaucci rinnega il calciatore rispedendo Ahn in Asia: «Non ho più intenzione di pagare lo stipendio a chi ha rovinato il calcio italiano». Fonte: Il Mattino
