Il giornalista Umberto Chiariello è intervenuto con il suo consueto “Punto Chiaro” ai microfoni di Radio CRC:
“Io devo essere sincero: poiché ho maldigerito l’arrivo di Allegri alla guida del Napoli, mi sono trovato di fronte a un bivio: proseguire su una linea di critica o cambiare atteggiamento, sembrando anche incoerente o perfino opportunista. Il rischio della prima posizione è quello di passare per preconcetti, per persone che hanno dei pregiudizi, che non sono oneste intellettualmente e che parlano per antipatia, per preconcetto, per ideologia, perché la mia era una battaglia ideologica contro Allegri e il suo modo di fare calcio, che per me è un calcio passatista, lo dico chiaramente. Io, se devo scegliere un tipo di calcio, mi ritrovo molto nei concetti che espresse in varie conferenze stampa Luciano Spalletti a Napoli: dell’uomo, i concetti di calcio, difendere pressando, difendere salendo, linee corte e compatte, giocare alti, andare a rubare palla nel minor tempo possibile nell’ultimo terzo di campo, cercare di giocare la palla, come diceva Sarri, a un tocco il più velocemente possibile, creare lo spazio con movimenti sincronizzati, ma anche rapidi. Insomma, a me piace un calcio sì organizzato, ma veloce e soprattutto fatto di aggressività e non di attesa. Questi sono i miei concetti di calcio. Poi i sistemi di gioco variano in base anche ai calciatori che hai. Se c’ho il numero 10 non posso chiedere il 4-2-3, se c’ho gli esterni forti va benissimo il 4-2-3. Insomma, è tutto da valutarsi. Continuo a dire che Allegri è l’uomo sbagliato al posto sbagliato, però poi mi si apre un conflitto interiore infinito, perché non ce la faccio a tifare contro il Napoli.
