Al Napoli mancano leader, Ancelotti cambierà qualcosa?

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LA REAZIONE

Ancelotti è come un professore universitario: dà per scontato che chi ha davanti a sé sia molto avanti nelle conoscenze, altrimenti non sarebbe lì ma al liceo. E, forse, sopravvaluta la rosa che ha tra le mani. Anche se pubblicamente ha dato 10 al mercato degli azzurri, sognava gente di maggiore esperienza: è sempre stato abituato a gruppi che al proprio interno avevano gli anticorpi per uscire dai momenti difficili. Da soli. Senza parole, senza discorsi motivazionali, senza rimproveri o altro. Ecco, anticorpi che hanno soltanto i top player veri. Partiti Hamsik e Albiol, il Napoli ha perso due leader dello spogliatoio: chi respira l’aria di Castel Volturno, sa che Koulibaly, Mertens ma anche Callejon, per esempio, non hanno le stimmate per prendere in pugno la squadra quando finisce nel tunnel. Anche se viene dal calcio degli anni 80, Ancelotti non ama i ritiri: preferisce che la squadra viva la famiglia il più possibile. Solo una volta, da quando è a Napoli, ha deciso di mettere in clausura i suoi: di ritorno dalla trasferta con l’Arsenal, decise di portare il gruppo direttamente a Verona. La motivazione, però, fu un’altra: ragione logistiche. Ma è chiaro che questa squadra ha bisogno di parlarsi, di guardarsi in faccia: le responsabilità di Ancelotti per questo senso di appagamento che aleggia nelle ultime prestazione degli azzurri ci sono. Ma fino a un certo punto. Cosa farà? Continuerà nel percorso. Senza cambiare.

Fonte: Il Mattino

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