Si lavora al nuovo triennio Champions: nodi da sciogliere

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Si ritornerà a parlare di Champions League nell’Assemblea Generale dell’Eca programmata per oggi e domani a Ginevra. Si sa che la prima proposta (4 gironi da 8 squadre ciascuno; 24 formazioni su 32 confermate in base ai risultati dell’anno precedente) dovrà essere rivista. La certezza è che le coppe europee dopo il 2024 saranno riformate. Occorre renderle molto appetibili, visto che la crescita del mercato dei diritti tv si è arrestata. Da qui era nata l’idea di aumentare il numero delle partite e di favorire le sfide tra i top club fin da subito, era stato varato anche un allargamento del numero dei club che parteciperanno alle tre coppe europee: passerebbero dai 96 del 2021 ai 128 del 2024. Quest’ultima è una novità giudicata allettante dalle Federazioni più piccole, ma lo scoglio è formula della nuova Champions e l’opposizione delle grandi Leghe, spalleggiate dalle Federazioni nazionali. La Uefa ha formato una commissione per la riforma delle coppe formata da 8 rappresentanti provenienti da 8 diverse federazioni: vengono raccolte e analizzate delle proposte. Da parte dei club francesi è stata avanzata quella di una Champions a 36, con 6 gironi da 6 formazioni ciascuno. Aumenterebbe anche in questo caso il numero degli incontri della prima fase (da 6 a 10), ma sarebbe più facile convincere le leghe nazionali che con la formula 8×4 avrebbero una concorrenza pericolosa dai “mini campionati” infrasettimanali programmati fino a gennaio. La Premier League non la vuole, idem la Liga, la Bundesliga, la Serie A e la Ligue 1 perché la diminuzione del numero delle squadre nei tornei nazionali (da 20 a 18; solo in Germania sono 18) non è presa in considerazione.

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CdS

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