Ancelotti al CDS: “Milik sa che sarà uno dei centravanti del Napoli”

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Da Edimburgo a Marsiglia e poi volando sino a Miami c’è un mondo intero da scoprire, Napoli compreso: all’una di notte, quando il Velodrome è avvolto nel silenzio, Carlo Ancelotti sceglie di viaggiare virtualmente, dinnanzi a tre taccuini spalancati, per raccontar se stesso, come un Chatwin della panchina e quella squadra che già somiglia tanto. Liverpool, Olympique e ora il Barcellona, e questo calcio moderno, che un po’ disorienta, e il mercato, che invece scivola via lieve, tra una apparente (apparente) indifferenza, abbellita con quel pizzico d’ironia che aiuta a spargere leggerezza prima che cominci la prossima sfida a tressette con (e non contro) De Laurentiis. «Non è obbligato a comprare, ci mancherebbe. Però può anche darsi che io lo minacci…». Cheese: di questi tempi, il calcio è ancora un amabile gioco, si può scherzare, sorridendoci su: «Koulibaly arriva il 15 ma il 24 gioca. Poi semmai riposa quella successiva». Uno smile, ora si dice così….

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Niente male, Ancelotti, anche a Marsiglia.
«Il risultato conta poco ma il Napoli ha evidenziato le sue qualità – il palleggio, il fraseggio ma anche la personalità – e però ha lasciato emergere anche qualche limite, perché abbiamo fatto un po’ fatica all’inizio a trovare spazio tra le linee. Ma giocavamo in uno stadio bollente, contro un avversario che sta per tuffarsi nel proprio campionato e che dunque ha più corsa di noi. E poi ci siamo ritrovati con una coppia di centrocampisti centrali inedita».
E anche un po’ verticale, visto che giocavano Fabian ed Elmas…
«Ma abbiamo superato con decisione i primi venti minuti e poi l’equilibrio lo abbiamo trovato; ed anche le giocate giuste sono venute, insieme all’intensità. E’ stato importante riavere Fabian e poter provare Elmas, che ha dimostrato intelligenza ma anche forza nei contrasti: si è allenato pochissimo, ma è già entrato, per quel che poteva, nei meccanismi».
Avete una squadra di «quasi» minorenni…
«Bravo Elmas, bravo Gaetano. Si può essere orgogliosi del progetto, pensando di aver giocato con un 2000 e un 1999».
Di una cosa si ha sensazione netta: vi piace piacere.
«Noi vogliamo giocare bene, se si può. Ma abbiamo dimostrato, al Velodrome, anche tanta maturità, soprattutto nel finale, quando c’era meno energia. E’ stata una prestazione positiva per tutte queste cose».
Il ritiro, tutto compreso, la soddisfa?
«Al di là della condizione di chi è dietro, non posso che essere contento: importante non aver dovuto fronteggiare neanche infortuni seri».
E ora due volte il Barcellona.
«Vogliamo fare bella figura, sarà più complicata, più difficile. Ma è bello confrontarsi con queste squadre».
Chi appare in ritardo è Milik.
«Che ha una struttura fisica diversa, è più imponente ed normale, per me, che stia facendo più fatica. Ma sta lavorando bene, sta offrendo il proprio contributo nella fase passiva e se riusciamo a non subire gol è anche merito di tutte le nostre punte».
Può darsi che sia infastidito dal mercato?
«Assolutamente no, perché noi siamo stati molto chiari con lui. Milik sa che sarà uno dei centravanti del Napoli».
Uno…. E l’altro…?
«L’altro è Mertens, che può giocare lì».
Il mercato non distrae nessuno, neanche lei?
«Io sono qua bello tranquillo fino al 2 settembre».
Ma non la scoccia un po’ che si debba procedere a campionato iniziato?
«Un pochino sì, ma oramai ci sono abituato. Il calcio sta cambiando e bisogna adeguarsi: c’è chi gira tanto, e di questo ne ho parlato con Klopp, e riscontra problemi. Noi siamo stati tre settimane a Dimaro e questo ci aiuta, anche se è lunga, ma dal punti di vista atletico è importante. Ho avuto esperienze in passato, con spostamenti intercontinentali nella fase iniziale, e non riesci a prepararti come vorresti».
E poi ci sono quelli che si presentano dopo…
«Koulibaly, per esempio, arriverà il 15. Ma lui il 24 gioca…. Nove giorni, penso che ce la faccia, con il fisico che ha. Fabian è arrivato da tre giorni ed ha giocato 45′. Koulibaly magari lo facciamo riposare il 31…
Manolas le prende tutte lui.
«Molto bravo, mi è piaciuto molto, è aggressivo».
Mancano tre settimane all’inizio del campionato
«E noi ci arriveremo pronti. Siamo abbastanza collaudati, non dobbiamo provare e saremo più immediati nelle nostre giocate».
Ma dica la verità: in questi giorni negli States, finirà per «obbligare» De Laurentiis ad acquistarle qualcuno, diciamo così….
«Ma no, semmai lo minaccerò…Stiamo valutando tante situazioni, lo ha detto anche il presidente. La volontà della società c’è tutta».
Lo minaccia durante il tressette…?

«Vedremo, ma a carte io e lui assieme siamo imbattibili. E poi Aurelio ha anche un po’ di … fortuna…E quasi quasi gli chiederò di andare al sorteggio di Champions».
Valori indefinibili per il momento...
«Le squadre sono ancora incomplete e bisogna aspettare che si definiscano. Nessun giudizio avrebbe senso, perché gli organici possono mutare banche in maniera sensibile. E allora conviene attendere».
Fate sempre lo stesso gol, verrebbe da dire, riguardando quello di Marsiglia... Insigne dentro al campo, stavolta alimentato dal no look di Elmas,Callejon che parte dietro l’ultimo uomo e Mertens che segna.
«E meno male. Sono anni che lo provano e che lo trovano.

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