Approfondimento – Riccardo Muni: “C’è un Sarri che divide Napoli”

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Maurizio Sarri, allenatore del Napoli per tre stagioni, è rimasto nel cuore dei tifosi napoletani. Si tratta di amore reciproco, poiché una delle prime dediche del comandante, fresco vincitore dell’Europa League, è stata per il pubblico napoletano, che lui ama. A proposito: complimenti Maurizio per il tuo primo trionfo europeo, che meriti e che sentiamo un po’ anche nostro. Maurizio Sarri è al centro di voci che lo vorrebbero in procinto di cambiare panchina, accettando quella della Juventus. In realtà, è la dirigenza bianconera che farebbe pazzie per accaparrarsi la guida tecnica dell’allenatore nato a Bagnoli. Tuttavia, la sola ipotesi di vedere il maestro del sarrismo sulla panchina dell’odiata vecchia signora, sta dividendo i suoi vecchi tifosi. Da un lato, ci sono i delusi, coloro che vivrebbero il trasferimento di Sarri a Torino come il peggiore dei tradimenti. In effetti, colui che appena un anno fa parlava di presa del palazzo, a proposito del possibile tricolore, striderebbe parecchio dalla parte del palazzo. Dall’altro lato, ci sono i nostalgici irriducibili, coloro disposti a continuare a professare la fede sarrista, a prescindere da tutto. Secondo i fondamentalisti del sarrismo, l’amore è per sempre, a prescindere dalle scelte esclusivamente professionali. In un calcio sempre più business, che non lascia più spazio ai sentimenti, un barlume di romanticismo non può mancare. E romanticamente, preferisco ricordare il comandante di Figline Valdarno con le braccia al cielo, in estasi per il gol di Koulibaly a Torino. Qualora dovesse davvero cedere alle lusinghe della vecchia signora, farò non poca fatica a comprenderne le ragioni. Probabilmente, è l’idea dell’uomo di calcio anticonformista, che rende ai miei occhi inconcepibile l’idea di vederlo in bianco e nero. Meno ancora riuscirei a capire le dinamiche che portano dalla presa del palazzo ad un posto nel palazzo. Al momento si tratta di ipotesi, di voci di mercato, amplificate dalla cassa di risonanza mediatica della stampa, già pronta a perorare la causa del bel gioco, fino a ieri denigrato e deriso. 

A cura di Riccardo Muni

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