Dal Rione Traiano alla Spagna, il sogno di Daniele Verde si avvera

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Strana la vita. Il giorno in cui Ronaldo – il fenomeno brasiliano – veniva presentato a Milano come giocatore dell’Inter (luglio 1997), un ragazzino del Rione Traiano iniziava a muovere i suoi primi passi dietro un pallone. Aveva poco più di un anno Daniele Verde che mai avrebbe potuto immaginare che la sua strada e quella di Ronaldo si sarebbero potute incontrare in una cittadina spagnola di poco meno di 300mila abitanti. Tutto vero, però. Perché oggi Daniele, 22enne attaccante esterno cresciuto nelle giovanili della Roma ed esploso un anno fa in serie A con il Verona, è un giocatore del Real Valladolid, squadra che da qualche giorno è diventata di proprietà proprio dell’ex stella brasiliana. «Quando in estate ho accettato l’offerta del Valladolid la proprietà era un’altra e di Ronaldo non ne sapeva nessuno», racconta Daniele. «Non mi sarei mai potuto aspettare questo colpo di scena. E ammetto che ancora ora mi emoziono a pensare che da bambino lui era uno dei miei idoli dei videogiochi e oggi è il mio presidente. Praticamente me lo sono ritrovato in spogliatoio dalla mattina alla sera».
L’INCONTRO – Tutto è successo all’improvviso. Da quando si era diffusa la notizia dell’ingresso in società di Ronaldo, il fenomeno si è presentato al campo di Valladolid. «Ci ha voluto conoscere tutti. È una persona eccezionale, di un’umiltà fuori dal comune. Ci parli due minuti, non ti dà mai l’impressione di essere quel campione che tutti conosciamo. Poter dare la mano a un campione come lui non è una cosa che capita tutti i giorni: non mi dovrei lavare più la mano». Insomma, un piccolo grande sogno che probabilmente nemmeno da bambino Daniele aveva mai potuto pensare di realizzare. Ma non è tutto. Nelle prime interviste rilasciate da presidente del Real Valladolid, Ronaldo ha anche speso delle parole per il ragazzo napoletano arrivato della Roma. «Cerco di non leggere molto i giornali – racconta Daniele – e infatti che lui abbia parlato di me l’ho appreso dai messaggi che ho ricevuto». E ora pensa anche un’idea. «So che Ronaldo era compagno di squadra di Di Biagio nell’Inter, magari gli chiedo di mettere una buona parola con lui per una convocazione e con l’Under 21», aggiunge con una battuta, perché Verde nel giro della Nazionale c’è già.
NON SOLO RONALDO – Sì, ma quello con il Fenomeno non è stato l’unico incontro ravvicinato eccezionale per Daniele nelle ultime settimane, perché lo scorso 25 ottobre ha affrontato il Barcellona. «Ho giocato solo 5′ finali, ma ho realizzato il sogno che avevo nel cassetto da quando ho iniziato a giocare». E allora prima di Ronaldo c’era stato Messi. «Sono rimasto letteralmente paralizzato quando l’ho visto perché per me era solo un’immagine da casa sul divano. Quell’incontro è stata una delle emozioni più bella della vita». Ma ora Daniele ha già la testa alla gara di ritorno con il Barcellona. «Perché avrei voluto scambiare la maglia con Messi già all’andata, ma non riuscivo a parlare per l’emozione. Una cosa è certa, però: al ritorno non mi sfugge».

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Fonte: Il Mattino

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