Il punto della situazione – di R. Muni: “Una vergogna senza fine”

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Vittime della loro inconcepibile coerenza, i signori che gestiscono il calcio italiano hanno sfasato le partite di Napoli e Juve, facendo giocare, ancora una volta, in anticipo i neo campioni d’Italia. Il sabato pomeriggio è stato il giorno della grande (?) festa bianconera per il settimo titolo consecutivo, nonché giorno del congedo di Gigi Buffon dalla vecchia signora. Francamente, faccio grande fatica a digerire che altri si siano appropriati, con ogni mezzo lecito e non, della festa che avrebbe dovuto svolgersi all’ombra del Vesuvio. Non capirò mai, nè mi stancherò di stigmatizzare, il modus con cui la squadra bianconera ed i suoi ignobili tifosi hanno festeggiato un titolo sudato, a loro dire…scippato a detta di tutti i non juventini. Max Allegri (…più di nome che di fatto…) ha preteso i complimenti che, viceversa, avrebbero dovuto tributargli spontaneamente. Come qualcuno gli ha fatto notare, non esiste niente di più patetico di chiedere i complimenti dopo aver vinto. Rifletta l’allenatore sul perché, come mai nella storia, si dà risalto ai vinti più che ai vincitori. Napoli e JuventusIl tecnico livornese, evidentemente, è stato di esempio per i suoi calciatori: su tutti, Benatia, Douglas Costa e Pjanic che non hanno saputo fare meglio che esibire immagini con scritte offensive nei confronti di Napoli. Addirittura c’è chi ha immortalato le bare azzurre dedicate a Sarri ed Insigne. L’ironia è un’arte per pochi e chi la utilizza in modo maldestro supera il limite e sfocia nel cattivo gusto e nel razzismo. Mentre Pepe Reina, nei suoi ultimi giorni napoletani, ha regalato sorrisi ed emozioni a quei bambini sfortunati del Pausillipon, Buffon e compagni hanno dimostrato a tutta Italia, ancora una volta, quanto miserabili siano. Loro che non accettano lezioni di morale dal mondo azzurro, hanno saputo festeggiare esclusivamente con stoccate agli avversari vinti. Dimentichi che, caro Buffon, la tua storia ed il tuo pedigree ti impediscono di proferire il nome del nostro capitano, Marek Hamsik. A questo grigiume (…non a caso ottenuto dal bianco e dal nero mescolati…) non potevano non contribuire i tifosi della vecchia signora che, piuttosto che sbizzarrirsi con cori e coreografie per la loro squadra del cuore, hanno incessantemente offeso e vilipeso Napoli ed il Napoli. Ha vinto il razzismo, ha perso lo sport ancora una volta. Chi di dovere, chi dovrebbe intervenire, continua a fare come le tre scimmiette: non vede, non sente e non parla. Personalmente ritengo che il nostro calcio, specchio della nostra società, si trovi nel bel mezzo di un tunnel da cui non si riesce a vedere alcuno spiraglio di luce. Tutto questo, fa accrescere ancora di più lo sdegno, aumentando la disaffezione generale verso quello che fu il gioco più bello del mondo.

Factory della Comunicazione

Riccardo Muni
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