Segnò nel derby in C1, i ricordi di Pià sul Roma

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Inacio Pià segnò un gol 13 anni fa nel derby in C1: «Il Napoli non deve fidarsi dei sanniti»

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«Voglio decidere il derby». L’aveva previsto Inacio Pià, allora anni ventitré e un’allegria contagiosa con la quale conquistò i tifosi azzurri. Il 13 marzo 2005, giorno del primo storico derby tra Benevento e Napoli, scappò dalla marcatura di Sportillo e, di testa, beffò Lotti approfittando di un cross dalla sinistra di Mora. Ventitré gol complessivi con la maglia del Napoli e oggi operatore di mercato – ricorda col sorriso, nei particolari:

«Fu una bella partita, volevo segnare il gol decisivo e andò esattamente così, poi Sosa chiuse il match con la rete del 2-0. Disputammo una grande partita e meritammo la vittoria, ma sa qual è la cosa brutta? ».

 Quale? «Rivivendo quei momenti ti accorgi che purtroppo il tempo vola (ride ndr). Ma di quell’esperienza conservo bei ricordi, soprattutto ora che paragono quella partita a quello che è accaduto dopo. Nel 2005 eravamo in Serie C1 e ora le due squadre si ritroveranno in Serie A, col Napoli primo in classifica che gioca un calcio stupendo».

 Tredici anni dopo sarà ancora Benevento-Napoli, ma stavolta in Serie A. Che partita sarà? «Per la classifica non c’è gara, ma nel calcio mai dire mai, ogni partita va affrontata col piglio e la concentrazione giusta. Da qui al termine del campionato il Napoli dovrà sbagliare pochissimo soprattutto in gare come queste, apparentemente agevoli, quasi scontate».

 Il Napoli insegue il sogno scudetto: ce la farà? «L’entusiasmo è quello giusto, ma la Juve è pur sempre la Juve. Il Napoli dovrà vincerle quasi tutte e sperare in qualche passo falso dei bianconeri per aumentare il distacco in classifica. Per mentalità ed organico, la Juve resta la squadra più forte. Ecco perché il Napoli dovrà cercare a tutti i costi di non farsi superare ».

Capitolo mercato: Sarri sperava nell’arrivo di un esterno offensivo.… «Purtroppo non è arrivato, ed è un peccato. Verdi, Younes e Politano potevano essere le pedine giuste per rinforzare l’attacco. Non so se ci saranno ripercussioni sulla stagione, mi auguro di no, ma un esterno serviva per dare respiro al tridente offensivo. Ma quello appena trascorso è stato un mercato strano, senza nessun vero colpo».

 Il Napoli si aggrappa ai suoi campioni e tra questi c’è Hamsik: cosa rappresenta per la città? «Marek è la bandiera di questo Napoli. L’ho salutato a Bergamo, ho parlato con lui in albergo prima della gara con l’Atalanta. Hamsik è un ragazzo eccezionale, un professionista esemplare, si merita ogni bene. Ha dato tanto alla squadra e ha ricevuto altrettanto, lo scudetto sarebbe un grandissimo regalo per la sua splendida carriera».

Fonte: Il Roma

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