Novità sui diritti Tv. Le stesse sceglieranno l’ora delle gare
Si avvicina la resa dei conti nel faticoso processo di vendita dei diritti tv domestici della Serie A 2018-21. Lunedì è in programma una nuova assemblea per decidere se accettare l’offerta dell’intermediario indipendente Mediapro o se rifare il bando (sarebbe il terzo).
La vendita sarà per prodotto e non più per piattaforma. Oggi verrà definito lo schema da portare lunedì in assemblea. Infront e Lega stanno studiando una commercializzazione con 3-4 pacchetti. Dividendo le giornate della Serie A in blocchi di più partite, tutte in esclusiva.
A partire dal 2018-19 le finestre orarie saranno otto, dal venerdì sera al lunedì sera.
La grande novità del bando è che i broadcaster licenziatari per la prima volta nella storia potranno scegliere la collocazione di determinate partite nel giorno e all’ora che preferiscono.
Per ogni turno di campionato, salvo alcune eccezioni, 4 gare verranno allocate dagli operatori e le restanti 6 dalla Lega. Che finora decide su tutto il programma.
Giocoforza, questa opzione (cosiddetta pick) valorizzerà i pacchetti e consentirà un ritocco dei prezzi. Agevolato anche dalla vendita separata dei diritti per la trasmissione in bar e hotel (valgono un centinaio di milioni).
A giudizio di Infront e Lega, attraverso la riformulazione dei pacchetti si potrà ottenere molto di più degli 830 milioni del bando precedente. Anche perché sul tavolo c’è l’offerta da 950 di Mediapro da cui non si torna indietro, commercialmente parlando.
Sky, che all’ultimo giro aveva messo in budget oltre 600 milioni, sarà ora costretta a spendere di più.
E non è un caso se negli ultimi giorni si siano intensificati i contatti sia tra Sky e l’advisor della Lega sia tra l’emittente di Murdoch e alcuni club. Anche perché in ballo ci sono anche i rapporti legati ai diritti non collettivi.
La Gazzetta dello Sport
