L’approfondimento – di R. Muni: “Il Napoli non era bollito”

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Era bastato un pareggio casalingo contro l’Inter, più volte salvata da Handanovic, per ringalluzzire l’Italia del pallone a strisce, pronta ad ipotizzare sorpassi in vetta alla classifica. Era bastata una partita senza reti per far ipotizzare crisi di stanchezza del tridente dei ragazzi terribili, in particolare di Dries Mertens, a cui solo Handanovic, in serata di grazia, ha negato la gioia del gol. Diawara, Genoa-Napoli-A Genova, nel match dello storico gemellaggio con i tifosi del grifone, il Napoli era chiamato a dare risposte, in primis a se stesso ma, soprattutto, a tutti quelli che troppo presto lo avevano dato per bollito. Gli stessi che avevano esaltato l’Inter di Spalletti, capace solo di difendere lo zero a zero in casa della capolista. Sempre i soliti avevano esaltato, oltre la giusta misura, la roboante vittoria della Juve in casa di una (…volutamente?…) frastornata Udinese. Al fischio d’inizio della partita di Marassi, gli azzurri si erano trovati momentaneamente scavalcati dall’Inter che, ventiquattro ore prima, aveva vinto in casa contro l’altra squadra genovese. E dopo una manciata di minuti, il Napoli si era trovato anche sotto di un gol, colto di sorpresa al primo assalto della squadra di Juric. Chi stava già pregustando la fine del fuoco di paglia napoletano, si è dovuto ricredere, e lo ha dovuto fare presto! Giusto il tempo di mettere in moto la macchina sarrista e quel genio belga, uscito dalla lanterna del capoluogo ligure, ha realizzato l’uno due della rimonta.Mertens, Genoa-Napoli-32 Francamente è difficile tenere il conto delle tante occasioni sprecate dai Sarri’s boys, solo vale la pena di rimarcare la sfortuna di capitan Hamsik che si è visto respingere sulla linea di porta il gol che gli avrebbe consentito di eguagliare il numero di gol in maglia azzurra del D10S. La partita di Genova ha offerto altri spunti positivi. Il più importante di tutti riguarda la maturità della squadra di saper gestire i momenti difficili. Tenere palla lontana dalla zona pericolosa nei minuti finali e, con essa, anche gli avversari dalla propria area di rigore è una qualità che solo le grandi squadre posseggono. Sette giorni prima, era stata la squadra di Pep Guardiola a gestire gli ultimi giri di cronometro in questo modo, ricevendo elogi da tutti gli addetti ai lavori. Lo stesso dicasi per la Juve che ha vinto non poche partite in questo modo negli ultimi sei anni. Gli affanni nei minuti finali sono stati, così, intelligentemente gestiti, così come intelligente è stata la gestione dei cambi effettuata da Maurizio Sarri. Altra notizia positiva, giunta dal turno infrasettimanale di campionato, è la prestazione di grande livello fornita da Diawara. Diawara, Genoa-NapoliL’alter ego di Jorginho, schierato da Sarri per far rifiatare il regista brasiliano, ha chiuso ogni linea di passaggio ai propri dirimpettai, che hanno sbattuto costantemente contro il muro eretto dal mediano azzurro. Se a questo ci aggiungiamo una ottima visione di gioco e quel lancio che ha permesso a Mertens di realizzare il gol capolavoro della rimonta, il gioco è presto fatto. Per quanto riguarda la difesa, nonostante la buona prova di Chiriches al rientro dall’infortunio e chiamato in causa per fare turn over al posto di Albiol, si è avvertita la differenza di tenuta rispetto a quella della coppia titolare di centrali. Così come si è notato, ancora una volta, la fondamentale importanza di Allan nel centrocampo di Sarri. Ribadisco che, a mio avviso, colui che potrebbe sostituire Allan in caso di turnover è Rog, non Zielinski. Il turno infrasettimanale verrà ricordato per la vicenda che ha visto coinvolti i tifosi della Lazio e la memoria di Anna Frank. Il peso mediatico è stato giusto e lo stesso invochiamo ogni qualvolta si verifichi un episodio di razzismo nei confronti dei napoletani. Proprio l’eccessivo lassismo e la superficialità con cui l’argomento razzismo è stato affrontato (…e mai risolto…) dal mondo del pallone, ha fornito l’assist agli ennesimi idioti di turno. Avanti Napoli, Avanti!

 

Factory della Comunicazione

Riccardo Muni

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