A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Luca Di Leonardo, giornalista direttore di Tuttofantacalcio. Di seguito, un estratto dell’intervista.
C’è stato un giocatore che è stato una conferma, soprattutto anche in zona gol, ed è Arthur Atta. È arrivato per lui il momento di una big, secondo lei?
“Atta è un giocatore interessantissimo, francese, 23 anni, vado a memoria. Ha fatto bene all’Udinese: 5 gol e 3 assist in questa stagione. Non è ancora del tutto continuo, ogni tanto si accende e ogni tanto si spegne. Ha avuto anche qualche problema fisico e ha saltato 5-6 partite. È uno di quei centrocampisti interessanti dell’Udinese che hanno comunque un certo valore anche a livello fantacalcistico. L’anno prossimo verrà pagato di più, su questo non ci sono dubbi.”
Approfitto della sua presenza per spostarmi in casa Juventus: secondo lei Spalletti resterà sulla panchina bianconera nella prossima stagione?
“La sensazione è che possa rimanere. Ci sono stati tanti rumors, si è parlato anche di qualche frizione con Chiellini, ma dai contatti che abbiamo con i colleghi di Torino, lato bianconero, dovrebbe essere un allarme rientrato. Quindi Spalletti dovrebbe essere la guida della Juventus anche il prossimo anno. Poi c’è il tema ingaggi e sostenibilità, perché il club sta valutando tutto con grande attenzione.”
C’è anche il discorso Vlahović: si parla di un ingaggio da circa 8 milioni e di una possibile partenza. Quanto pesa questa situazione nelle scelte del club?
“È un giocatore importante, ma ha avuto tanti infortuni e non è un carattere semplicissimo. Bisogna valutare bene il rapporto tra benefici e rischi. Non si mette in dubbio il valore tecnico, ma anche la condizione fisica e la gestione caratteriale oggi sono componenti fondamentali nel calcio moderno.”
Restando in tema allenatori, tra Milan e Napoli c’è ancora molta incertezza. Secondo lei chi si sta muovendo meglio e chi potrebbe sedersi sulla panchina rossonera?
“Al Milan ci sono stati diversi incontri interni tra Ibrahimović, Cardinale e Glasner, l’allenatore del Crystal Palace che ha vinto la Conference League contro il Chelsea. Si parla anche di Rangnick dietro alcune dinamiche, mentre in Italia si segue con attenzione anche il profilo di altri tecnici internazionali. È un caos generale. Allegri è ancora legato da contratto fino al 2027 e quindi bisognerà chiarire tutto a tavolino prima di qualsiasi decisione. Anche sul Napoli ci sono situazioni aperte legate a Italiano e ad altri profili.”
A proposito di calciatori non più giovanissimi: secondo lei ci sono davvero chance di vedere Adrien Rabiot trasferirsi dal Milan al Napoli?
“Secondo me sì, perché Allegri lo conosce benissimo e lo ha già avuto alla Juventus e al Milan. È un suo fedelissimo. Non mi stupirebbe vederlo al Napoli, anche perché ogni allenatore tende a portare con sé i propri giocatori di fiducia. Rabiot potrebbe essere utile anche per aiutare il gruppo ad assimilare le idee di Allegri.”
Anche in caso di permanenza di Anguissa, avrebbe senso un suo arrivo?
“Sono due ruoli diversi. Rabiot è più una mezzala di inserimento, Anguissa dà più equilibrio. Però bisogna vedere anche la situazione fisica e le eventuali evoluzioni di mercato. Detto questo, Rabiot tutta la vita senza dubbio.”
In questo momento in Serie A si parla molto anche di intrecci tra direttori sportivi e allenatori. È così complicato trovare stabilità?
“Sì, c’è stato un effetto domino tra direttori sportivi e allenatori. Per esempio Giovanni Manna al Napoli è stato accostato anche alla Roma, e si stanno definendo vari incastri, con Tony D’Amico vicino alla Roma e Gasperini come riferimento tecnico. È tutto un puzzle che si sta ricomponendo. E in questi casi la scelta dell’allenatore è fondamentale: un direttore sportivo deve poter costruire con un tecnico condiviso, altrimenti perde senso il progetto. Italiano, ad esempio, è un allenatore moderno e molto bravo, e non è escluso che possa avere altre opportunità importanti.”
