A Roma ai 1500 tifosi si aggiungeranno gli storici del Club Napoli Romazzurra

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Ventitré anni di storia. Dalla benedizione di Diego Armando Maradona in persona alla cena-evento con il presidente Aurelio De Laurentiis, passando per le decine e decine trasferte culminate con la spedizione di Madrid. Il Club Napoli Romazzurra è punto fermo, presente nella capitale dal lontano 1984: viaggiano a una media di 200 soci l’anno e il loro ritrovo da qualche stagione è una pizzeria che si trova in Via Flavia (zona Termini) “rigorosamente napoletana”, ci tiene a sottolineare il presidente Arturo Matarazzo. Insomma, impasto doc, bordi alti e il partitone sparato in tv quando non si va allo stadio. In un clima di amicizia e spensieratezza. «Non abbiamo mai avuto problemi, il nostro ritrovo è aperto al pubblico…».  

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TUTTI ALLO STADIO.

Roma-Napoli per loro non sarà mai una partita come le altre: gli iscritti al club saranno quasi tutti allo stadio Olimpico, sparpagliati tra Tribuna Tevere, Monte Mario e il settore ospiti. Si uniranno ai circa 1.500 tifosi che sono attesi dal Lazio, anche dalle province e dalle zone di mare. «Negli anni ‘80 Roma-Napoli era una festa colorata con la Curva Nord completamente azzurra – spiega Matarazzo -. C’erano bandiere, cori e il clima era fantastico. Ci manca quell’atmosfera. Le cose purtroppo sono cambiate. La sfida di domani? Capita in un momento particolare perché gli azzurri vivono un periodo di appannamento. Ma è chiaro che si tratta di una grandissima occasione per riaprire il discorso al secondo posto. La Roma viene dalla sconfitta nel derby, stare dietro alla Juventus fa perdere energie. Mi aspetto un match molto equilibrato e spero in un risultato positivo per il Napoli».
Fiducia piena nell’operato di Sarri: «Sono un sarriano alla morte – chiude il presidente -. Ha le sue idee, spero possa restare ancora a lungo. Qualcosa al tifoso medio sfugge in ottica futura perché il presidente l’ha attaccato, forse perché non utilizza Rog o Pavoletti. Inoltre, il silenzio stampa non aiuta l’ambiente». L’istituzione del club, per tutti Sergio, non si perde una gara dal vivo «perché mi reputo un uomo di campo». La fiducia è altissima: «Il Napoli giocherà per vincere, non è una squadra tarata sul pareggio. La Roma ha il grande vantaggio di avere Spalletti, l’uomo che all’andata ha vinto la partita. Che clima mi aspetto allo stadio? Tanti anni fa era una festa, al massimo ci tiravamo le arance. Con la morte di Ciro Esposito il clima è cambiato. Qualche stagione fa sono dovuto andare via prima del fischio finale».  

SFIDA APERTA

Nino Tavernier è il presidente onorario: «Mi aspetto una partita aperta, dove non ci saranno errori arbitrali. Quelli visti contro la Juventus sono sbagli dettati dall’incompetenza e non dalla malafede. Sarri? E’ un tecnico furbo, non andrà mai via da Napoli a meno che De Laurentiis non lo accompagni alla porta». Fabrizio Clemente è nato a Roma ma tifa Napoli da sempre: «Meglio battere la Roma o eliminare il Real Madrid? Scelgo la prima, anche se spero che la squadra possa andare avanti anche in Champions League. Qui c’è in ballo la vita di tutti i giorni con colleghi e amici».
Raffaele Visone è la memoria storica del club. Sa tutto: è un almanacco vivente. «Un giocatore che può decidere la sfida è senza dubbio Insigne. E’ comunque una gara fuori dagli schemi perché il Napoli ha perso il gioco brillante visto fino allo scorso mese. Metterei dentro Rog dal primo minuto. Il più bel ricordo di Roma-Napoli? La gara della stagione 1975-1976 con il gol di Sperotto. Fu la mia prima partita vista dal vivo a Roma»

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