[Video] La punizione magica del Pibe del 3 novembre 1985, raccontata da Tapattoni e da Enrico Ameri

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L’avvicinarsi della ricorrenza dei santi prima dei defunti ricorda sempre una cosa a Giovanni Trapattoni: la punizione di Maradona, quella punizione. Trent’anni fa, il 3 novembre 1985, poco prima delle ore 16, l’argentino accarezzò con il suo sinistro la sfera per imprimerle una traiettoria perfetta, destinazione il sette alla sinistra della porta difesa daTacconi.Per l’allenatore della Juventus di allora all’inizio è stato un incubo. Poi una delizia. «Tanto lo so perché mi sta chiamando».

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Prego? «Per la punizione di Maradona, trent’anni fa, vero?»

Ancora la ricorda?«E come faccio a dimenticarla».

Un incubo?«Assolutamente no.Quando vedi cose del genere ti puoi solo innamorare prima dell’autore del gesto, poi del gioco del calcio che ti permette di ammirare queste perle. Io la definii un’unghiata della quale solo Maradona poteva essere capace».

Ce la racconta dal suo punto di vista?«Ordinai di mettere in barriera i giocatori più alti. Sapevo che Diego era abilissimo nel calciare le punizioni ma non potevo pensare che in quella condizione fosse capace di segnare.E invece solo un mostro come lui poteva riuscirci». 

Ne parlaste negli spogliatoi a fine gara?«Certo che ne parlammo. Fu un colpo da fuoriclasse».

Il video della punizione raccontata da Enrico Ameri

Tratto da Il Mattino

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