Manna ha memorizzato, poi ha aspettato che gli venisse consegnato un microfono per stabilire ruoli e responsabilità: “De Bruyne è un calciatore del Napoli, quando arriverà si metterà a disposizione come tutti gli altri”. E parlando-parlando, una rivelazione più o meno nota: Kevin De Bruyne è arrivato a Napoli nell’estate del 2025, dieci lordi alla firma e biennale, con però anche “un’opzione per il terzo anno”. Dunque, il leader tecnico rimane il belga che nella passata stagione è stato fuori per circa cinque mesi: 21 presenze su cinquanta partite giocate eppure cinque gol e quattro assist. Ma Manna è andato oltre. “I calciatori quando firmano, firmano, poi la società decide quello che si fa. Kevin è un calciatore del Napoli. Per noi è stato un investimento importante, ha reso meno di quanto ci aspettavamo perché ha avuto un infortunio. Ma Kevin fa parte del progetto”. Kdb è quel genere di calciatore che Allegri ama allenare; Kdb è quel talento che ha bisogno di poco, anche di niente, per sedurre di nuovo e definitivamente una città come Napoli; Kdb è un uomo che deve sentirsi al centro del “progetto” a cui Manna fa riferimento e che può svilupparsi attraverso la genialità di un fuoriclasse. De Bruyne è il rimpianto del Napoli, che dal destino è stato preso a secchiate: lo è non dal punto di vista economico, certe cose accadono, ma da quello squisitamente calcistico, anzi stilistico. Perché c’è un calcio con De Bruyne e uno senza: e riprendere l’aereo dei sogni si può, si vuole. Fonte: Gazzetta

