Spagna campione, le analogie con il passato dopo una settimana

Le incredibili analogie con il passato

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Factory della Comunicazione

Oggi è esattamente una settimana da quando la Spagna si è laureata campione del mondo per la seconda volta nella sua storia. La cosa assurda è che, a distanza di sedici anni dal primo successo, le analogie fra le due conquiste sono davvero molte. Analizziamo, dunque, gli elementi che hanno accomunato le cavalcate del 2010 e del 2026.

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Entrambe le competizioni sono cominciate l’11 giugno e la prima gara è stata Messico-Sudafrica, terminata in entrambe le occasioni con il risultato di 1-1. La Spagna si è presentata alle due Coppe del Mondo che ha vinto come campione d’Europa: prima nel 2008, in Austria e Svizzera, e poi nel 2024, in Germania.

La Roja è stata sorteggiata in entrambe le competizioni nel gruppo H, classificandosi al primo posto, ma senza riuscire a vincere la prima gara in nessuna delle due edizioni. Nel girone ha affrontato, inoltre, lo stesso allenatore: il Loco Bielsa, alla guida del Cile nel Mondiale 2010 e dell’Uruguay nel 2026.

Le due cavalcate hanno avuto come protagonista una spina dorsale del Barcellona, formata da otto calciatori. Nella prima vittoria: Víctor Valdés, Carles Puyol, Gerard Piqué, Sergio Busquets, Xavi Hernández, Andrés Iniesta, Pedro Rodríguez e David Villa. Nella seconda: Joan García, Eric García, Pau Cubarsí, Gavi, Pedri, Dani Olmo, Ferran Torres e Lamine Yamal.

Anche Shakira, a distanza di sedici anni, è stata nuovamente protagonista della Coppa del Mondo, cantando l’inno ufficiale del torneo: nel 2010, in Sudafrica, con Waka Waka, mentre nel 2026, in Canada, Stati Uniti e Messico, con la canzone ufficiale dell’edizione, Dai Dai.

Sia nel 2010 sia nel 2026, la squadra che ha vinto il campionato e la Copa del Rey è stata il Barcellona, guidato prima da Josep Guardiola e poi da Hansi Flick. La squadra arrivata seconda alle spalle dei blaugrana è stata sempre il Real Madrid che, per risollevare gli animi a distanza di anni, ha scelto nuovamente José Mourinho, dopo i fallimenti delle stagioni caratterizzate dalla conquista di zero titoli.

La Spagna ha vinto i suoi due Mondiali nel XXI secolo, iscrivendosi a una lista d’onore che vede pochissimi partecipanti. Nel 2030 ricorrerà il centenario del primo Mondiale, disputato in Uruguay e, in attesa della ventiquattresima edizione, le precedenti ventitré sono state conquistate da appena otto nazioni: il Brasile con cinque vittorie; Italia e Germania, a pari merito, con quattro; l’Argentina con tre; Francia, Uruguay e Spagna con due; l’Inghilterra con una.

La prossima edizione dovrebbe disputarsi in Spagna, Marocco e Portogallo, con alcune partite anche in Sudamerica, diventando di fatto il primo Mondiale diviso su tre continenti.

Riuscirà una nuova nazione a iscriversi all’albo dei vincitori? Oppure, anche in questo caso, la vittoria sarà destinata a una delle otto squadre già note?

a cura di: Luigi Ferrigno

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