Dall’Arci Scampia al Napoli, si avvera il sogno del baby portiere
Claudio Pugliese, 18 anni compiuti ad aprile, è un fiore azzurro di Scampia. Il quarto portiere del Napoli che nasce e cresce tra le Dolomiti: un alfiere della Primavera che Allegri ha inserito in gruppo e il club ha premiato con il primo contratto professionale. A gestirlo è il Grupp o Palermo, l’agenzia del finalista mondiale Romero. La sua è una storia bella, fatta di lavoro e sogni, studio e rinunce. Tante, mai troppe per una famiglia piena d’amore e infiniti sacrifici: suo padre Giuse ppe detto Peppe, talmente tifoso del Napoli da battezzare Azzurra la sorellina di Claudio, per un periodo è stato costretto anche a fare due o tre lavori. Giorno e notte. E pur di accompagnarlo agli allenamenti, dopo il turno nella fabbrica di sandali artigianali mangiava in macchina e ricominciava a sgobbare. Anche mamma Carmela lavora, è una domestica, ma certi giorni sembra quasi che gli sforzi non bastino mai o servano a poco. La casa dei Pugliese a due passi dall’Arci Scampia, la scuola calcio in cui Claudio ha scoperto di amare i guanti e le parate che riempiono i suoi giorni anche a Dimaro, non è una reggia. Per niente. Ma è lì che lui ha scoperto il senso della vita: con i suoi, zio Vincenzo e i nonni. Tutti insieme appassionatamente, stretti ma felici. I pilastri e i modelli della sua vita sono stati proprio i nonni: Raffaele e Rosaria, che oggi non ci sono più e a cui prima di partire per il ritiro ha dedicato un tatuaggio, una “R”, e Bruna, che ancora oggi chiama mamma. C’è un legame speciale con loro tre, sono linfa e ispirazione. Un ragazzo perbene, umile, intelligente: gioca al calcio, sì, ma studia ed è anche risultato tra i dieci alunni più meritevoli del Melissa Bassi, l’istituto in cui l’anno prossimo si diplomerà. Questa è la storia del portiere-studente Claudio da Scampia. Terra viva.
Fonte: CdS

