Cosa hanno trasmesso Conte e Spalletti ed Elmas. Il suo pensiero su Ancelotti
Si è raccontato a cuore aperto, il centrocampista capitano della nazionale della Macedonia, 233 presenze con la maglia del Napoli e 20 gol. Lo ha fatto ai microfoni de Il Mattino
Allegri è l’allenatore giusto per continuare nel ciclo Conte? «Penso proprio che sia un vincente, che abbia vinto tantissimo alla Juventus. È cambiato rispetto a quando guidava i bianconeri: all’epoca ricordo il suo gioco più offensivo e aggressivo, spesso un 4-3-3. Quest’anno, quando l’abbiamo affrontato con il Milan anche in Supercoppa, mi è apparso più accorto, più attento alla fase difensiva. Ma sono certo che sia l’uomo giusto per Napoli e il Napoli».
Cosa le ha dato Spalletti? «Lui ci chiedeva sempre di giocare, di puntare sulla tecnica, di cercare il pressing, di non gettare mai via la palla e di non accontentarci del gol fatto. Perché bisognava sempre insistere».
E Antonio Conte? «Un altro maestro per me. Per lui non era sufficiente un giorno di lavoro per raggiungere certi risultati. Ripeteva sempre che non ne bastavano neppure due o tre. Diceva che alla base di tutto c’è il lavoro costante e continuo e che non dovevano esserci momenti di pausa, per rilassarsi dopo una vittoria. Quello che si fa ogni giorno porta alla vittoria o alla sconfitta. Ho giocato 44 partite con lui e ne sono fiero. Lui è molto attento alla parte difensiva del lavoro che non coinvolge solo i difensori ma tutta la squadra in campi. Il mister ha dato tanto al Napoli».
