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Le 70 primavere di Gasparri, una vita dedicata alla politica con passione per la Roma e versi poetici

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(Adnkronos) –
Maurizio Gasparri spegne oggi 70 candeline. Il senatore di Forza Italia, già ministro delle Comunicazioni nel secondo governo Berlusconi, sceglie di festeggiare il suo compleanno nella sua amata Marettimo, isoletta delle Egadi, insieme alla moglie Amina, la figlia Gaia e a un gruppo di amici strettissimi, mentre i suoi collaboratori sui social già in mattinata lo omaggiano con un album di fotografie dal sapore amarcord. Eccolo, quindi, il Gasparri privato e pubblico, che appena conseguita la maturità classica al Torquato Tasso di Roma si butta anima e corpo nella politica. 

Nato a Roma, da genitori originari di Roscigno, piccolo borgo ora abbondato in provincia di Salerno, già negli anni ’70 Gasparri diviene segretario provinciale del Fronte della Gioventù, l’organizzazione giovanile del Movimento sociale italiano. Lì si fa notare da Gianfranco Fini, che nel 1979 lo sceglie come suo vice nel Fronte. Nel partito Gasparri muove i primi passi anche come giornalista, arrivando come praticante al Secolo d’Italia, testata di cui nel 1991 diventa condirettore. L’anno dopo, nel ’92, l’approdo alla Camera da deputato. Sono gli anni di Mani pulite, che il movimento sociale saluta positivamente, conducendo una dura campagna contro il sistema dei partiti finiti nell’inchiesta di Tangentopoli. Nel 1994 viene rieletto alla Camera con Alleanza nazionale, diventando dall’11 maggio sottosegretario al ministero dell’Interno. L’esperienza al Viminale non dura tantissimo, complice soprattutto il ribaltone di Umberto Bossi, ma la carriera di Gasparri procede spedita.  

Nel 1995 eccolo a fianco del segretario Fini per la svolta di Fiuggi, che porta allo scioglimento dell’Msi. Dentro Alleanza nazionale Gasparri si muove nell’area di Pinuccio Tatarella, artefice dell’alleanza con Berlusconi. Gasparri e La Russa diventano per la cronaca i ‘Berluscones’. Nel 2001 entra nel governo come ministro. E’ il titolare del dicastero chiave delle Comunicazioni del secondo esecutivo Berlusconi. Con il nuovo incarico, Gasparri ha il compito di firmare una legge per il riordino del sistema televisivo, nota, appunto, come ‘legge Gasparri’. Legge che dopo un iter complicato porta al riassetto del sistema delle tv del Belpaese. Il testo viene approvato in via definitiva il 29 aprile del 2004 (dopo 130 sedute e la presentazione di 14mila emendamenti). 

Nel 2008 Gasparri lascia Montecitorio e viene eletto in Senato, divenendo capogruppo del Popolo della Libertà. Dopo la rottura tra Fini e Berlusconi decide di passare con gli azzurri, assumendo nel tempo vari incarichi, tra cui la presidenza della Giunta per le immunità di palazzo Madama. In questa legislatura Gasparri è vicepresidente del Senato, prima capogruppo degli azzurri e oggi presidente della commissione Esteri e Difesa di palazzo Madama al posto della collega Stefania Craxi, che invece prende il suo posto come presidente dei senatori di Forza Italia. Al di fuori dei recinti del Parlamento, Gasparri è famoso per essere un grande tifoso della Roma. Inoltre, tra un intervento e l’altro in Aula, non disdegna l’ironia in versi. Le ormai note ‘odi’ di Maurizio Gasparri, composizioni satiriche in rima che il senatore recita, ad esempio, ai microfoni della trasmissione cult di Radio 1 Rai ‘Un Giorno da Pecora’. 

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