In questo calcio carico di assurdi veleni e di improvvisi vuoti di memoria Allegri ha dato una bella lezione di stile dal palco del Teatro San Carlo, come si legge sulle pagine del quotidiano Il Mattino.
Due giorni fa, da un lato non ha replicato alla frecciata di Cardinale, il proprietario del Milan, e dall’altro ha elogiato il lavoro di Conte, suo predecessore a Napoli. Non era scontato ma solo per chi non conosce l’approccio alla vita e al lavoro di Max, che sa stare al mondo e spesso alle perfidie risponde con l’ironia. Ad esempio, quando a proposito dell’ultima stagione alla Juve, ha detto: «Se la memoria non mi inganna abbiamo conquistato una Coppa Italia». Risposta esatta: unico trofeo vinto dal club bianconero nelle ultime 5 stagioni.
La prima lezione riguarda Cardinale: zero repliche al boss che vuole tornare a vedere «il Milan che gioca per vincere e non che gioca per non perdere». Il rapporto con la dirigenza rossonera è stato sofferto al di là del risultato finale (quinto posto e zona Champions sfumata per un punto) perché altrimenti non sarebbe servito un mese per la rescissione contrattuale.
La seconda, più importante, riguarda indirettamente una parte dell’ambiente di Napoli che dopo la conquista della Supercoppa nello scorso dicembre aveva messo Conte incredibilmente nel mirino, dimenticando quanto pesante fosse il fardello dei tanti infortuni. Un condizionamento che non ha impedito al Napoli di piazzarsi al secondo posto, con un vantaggio di 3 punti sulla Roma, 5 sul Como, 6 sul Milan e 7 sulla Juve. Allegri ha sottolineato: «Conte ha fatto due anni straordinari». Gli applausi dal palco, dove era schierata tutta la dirigenza, e dalla platea saranno stati più o meno convinti ma hanno accompagnato le parole del nuovo allenatore del Napoli, che anni fa, quando raccolse l’eredità di Antonio alla Juve, aveva evidenziato un aspetto. «Aver trovato un gruppo con regole, disciplina e grande cultura del lavoro», scrisse Max nel libro “È molto semplice”, con le sue 32 regole per creare una squadra solida moralmente e tecnicamente e partire alla conquista di trofei.
