Alzheimer, neurologo Di Lazzaro: “Si può prevenire fino a un caso di demenza su 2”

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(Adnkronos) – Una delle scoperte più importanti “è che oggi possiamo prevenire o rallentare l’Alzheimer. Attualmente siamo in grado di prevenire fino a un caso di demenza su 2: una prospettiva straordinaria, perché ci permette di intervenire direttamente sulla genesi della patologia. Sappiamo che correggere i fattori di rischio cardio e cerebrovascolari, come ipertensione, diabete e colesterolo alto, è efficace anche contro l’Alzheimer. A questi si aggiungono nuovi fattori recentemente identificati come cause di demenza, a partire dall’isolamento sociale. Anche la depressione nella persona anziana deve essere intercettata e trattata tempestivamente. Infine, i disturbi della vista e dell’udito, così comuni in età avanzata come la cataratta o l’ipoacusia, vanno curati con attenzione, proprio perché tendono a isolare la persona accelerandone il decadimento cognitivo”. Lo ha detto Vincenzo Di Lazzaro, direttore Neurologia, Policlinico universitario Campus Bio-Medico di Roma, al convegno ‘Alzheimer: bisogno sociale, responsabilità collettiva’, ospitato dalla Santa Sede, alla presenza dei membri dell’Intergruppo per le Neuroscienze e l’Alzheimer. 

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“In questi anni abbiamo assistito a una vera e propria rivoluzione nel campo delle demenze e dell’Alzheimer in particolare – ha evidenziato l’esperto – qualcosa che ci rende meno rassegnati e decisamente più proattivi di fronte a questa condizione”. Tra gli elementi chiave a oggi disposizione “abbiamo la disponibilità di nuovi biomarcatori che ci consentono di formulare una diagnosi di precisione della malattia – ha chiarito il neurologo – Questi strumenti ci permettono di diagnosticare la patologia in una fase estremamente precoce e, al tempo stesso, di valutare in modo oggettivo la risposta ai nuovi trattamenti”. 

Altra importante novità “è la disponibilità di farmaci in grado di rallentare il decorso biologico della malattia – ha illustrato Di Lazzaro – Certamente non parliamo di eradicare l’Alzheimer, ma sicuramente di ridurne in maniera consistente la progressione. Si tratta di farmaci che devono essere utilizzati in modo estremamente attento e oculato da parte di centri” dedicati “poiché, come tutti i trattamenti efficaci, possono presentare effetti collaterali – ha avvertito – Inoltre, rimane centrale il tema della sostenibilità economica, a causa dei costi significativi. Per questo motivo dobbiamo selezionare con estrema attenzione i pazienti: il trattamento va garantito a tutti coloro che possono effettivamente beneficiarne, individuandoli soprattutto tra i soggetti in una fase iniziale della malattia”, ha concluso. 

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