Stadio, mercato e Allegri, ieri alla presentazione un AdL con tanta emozione

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Aurelio De Laurentiis

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Adesso si che entra nel vivo la nuova stagione del Napoli di Aurelio De Laurentiis. Quello di oggi è infatti a tutti gli effetti il primo appuntamento ufficiale del nuovo corso azzurro, che coincide con il centenario del Napoli. Oggi il club ha svelato, a bordo della Msc World Europa approdata nelle scorse ore al porto di Napoli, quella che sarà la maglia home che gli uomini di Massimiliano Allegri indosseranno a partite già dalla pre season di Dimaro e Castel Di Sangro. Un ritorno al passato, con il Corsiero del Sole all’interno dello stemma e tutto il concept della divisa ispirato alle maglie del grande Napoli di Maradona.

Tra i presenti, ovviamente, il patron Aurelio De Laurentiis, che ha detto: «Mio padre si è laureato alla Federico II. Prima di iniziare volevo dare il benvenuto al nuovo rettore Mazzucchi. Voglio ringraziare chi ha messo a disposizione del Napoli la MSC World Europa. Siamo qui per presentare la nostra maglia, l’elemento simbolico più importante. Noi celebreremo lungo l’intero anno 100 anni di passione, di rinascite e di successi. Sento il dovere di fare una premessa: il calcio a Napoli ha una storia ultracentenaria. Anche negli ultimi anni dell’800. Le prime esperienze cittadine che portarono alla nascita del Naples Football Club nel 1906. Dopo una serie di vicissitudini, si arrivò al 25 agosto 1926 con associazione calcio Napoli, che nel 1964 assunse la denominazione attuale, SSC Napoli S.p.A».

 

Il presidente continua: «C’è una data simbolica, il primo agosto 1926. Nella realtà, la nascita ufficiale del Napoli viene attribuita a tanti momenti diversi, ma che come dice una canzone, questa data del primo agosto può essere presa come data simbolica che ci vedrà impegnati per un anno intero con manifestazioni, incontri, dibattiti e un film che stiamo scrivendo. Per il primo agosto stiamo preparando un evento nel cuore della città, pensato per unire il passato e il presente del nostro club. Ma non ci fermeremo qui. I tifosi del Napoli non sono solo a Napoli, ma in tutto il mondo. Il centenario andrà anche fuori dai confini italiani. Ci accompagnerà l’espressione “p’e ciente anne”. Vogliamo guardare indietro ma anche lontano. Vogliamo che questa fase di rinascita della città e del club continui ancora».

 Le parole di De Laurentiis sulla nuova maglia

«Esiste un legame tra squadra e città che ha pochi eguali – dice De Laurentiis – E non si compra e non si costruisce artificialmente. I festeggiamenti sul lungomare ne sono l’esempio. Napoli, città è cresciuta ovunque, ma oggi più che mai tutto succede insieme. Nello stesso momento. Quando tutto si allinea, inizia il movimento che attraversa la città. Questo è il Napoli momentum, che ha iniziato a muoversi in una direzione. Si va verso una nuova fase, senza dimenticare il nostro passato. Per questo è tornato il Corsiero del Sole. Il presidente Ascarelli lo scelse come simbolo del club. Poi la nostra ironia lo trasformò nel ciuccio. Crediamo che Napoli sia pronta ad abbracciare il suo simbolo originale. Ci sosterrà la Treccani, che per la prima volta dedicherà ad una squadra una pubblicazione speciale».

«Volevamo una divisa che accompagnasse il Napoli per tutta la stagione, capace di unire il ricordo di ciò che siamo stati e l’ambizione di voler galoppare per sempre verso nuovi successi. L’abbiamo lanciata con un’immagine di Diego, che continua a camminare con noi nell’amore infinito che lo lega al Napoli e alla sua squadra. Quando ripenso ai primi anni, ricordo un inizio che sembrava impossibile. Da allora siamo passati dalla Serie C alla Champions. Abbiamo celebrato insieme sette trofei. Siamo stati sempre, tranne rare eccezioni, ai vertici del calcio italiano. Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza il sostegno dei nostri tifosi. Un club come il Napoli vive nella voce dei nostri tifosi. Ho reso questo club competitivo, ma sostenibile» continua il patron azzurro.

 De Laurentiis e il nuovo stadio

Poi un riferimento ai politici presenti in sala e alla possibilità di un nuovo stadio: «Cari sindaco e presidente Fico. La mia ultima esperienza negli USA mi ha portato negli stadi. Non ero fiducioso, perché Infantino non mi aveva convinto molto, tra prezzi e impianti. Ma io sono rimasto sorpreso. Ho visto due partite dal vivo, in uno stadio che ha circa 90mila posti. Quando sono arrivato, in un attimo fermati dalla polizia, siamo arrivati nel garage e in una delle nostre suite. Uno stadio costato 6 miliardi di dollari. Caro sindaco, lo sai che anche se non sei tifoso del Napoli io ti stimo e ti sono amico».

 

«Fico invece è molto tifoso del Napoli e come presidente della Regione non guasta. Fare un petting fa sempre bene, ma fare una contrapposizione muscolosa non va bene. Noi dobbiamo renderci conto di come massimizzare i nostri sforzi economici. Al nord, noi abbiamo avuto sempre questa discriminazione italica e io l’ho invertita. Se il Milan e l’Inter costruiscono uno stadio investendo 1,8 miliardi, tra qualche anno ci troveremo a non avere introiti per rendere competitiva la squadra. Il problema che vi dovete mettere in testa è che il Napoli non fattura né quanto l’Inter, il Milan o la Juventus. E deve, come diceva Conte, faticare. Ma ci vogliono le strutture. Io posso metterci la creatività, ma ci vogliono le strutture».

L’emozione di De Laurentiis

«Io tutti questi obiettivi non li avrei potuti raggiungere senza l’amore di mia moglie e dei miei figli (dice De Laurentiis emozionato). Senza il sostegno di Chiavelli, al mio fianco del primo giorno. Senza il lavoro di tutti gli staff, dei calciatori, dei dirigenti che in questi anni hanno contribuito alla crescita del club. E non l’avrei fatto senza il sostegno dei tifosi. Immagino un Napoli sempre più forte e solido, che merita uno stadio all’altezza della sua storia e un centro sportivo adeguato. Per stadio e centro sportivo lavorerò giorno e notte. Diciamolo fino al 31 luglio 2027 e oltre, perché a noi la festa piace. P’e ciente anne».

De Laurentiis e il mercato

«Io sono contento e fiero di aver dato continuità scegliendo un allenatore che ha vinto moltissimo in Italia e che è arrivato due volte in finale di Champions. Noi lo presenteremo il 14 luglio alle 11.15 al Teatro San Carlo. Lì ci sarà un dibattito con tutte le vostre domande, che sono domande che capiamo si debbano fare, perché c’è molta curiosità. Nell’ultimo mese ho ricevuto 200 proposte di calciatori da ingaggiare. Ma ho detto di stare calmi, perché abbiamo 47 calciatori e ne dobbiamo piazzare almeno 25 prima di iniziare a parlare. La squadra di calcio ha dei ruoli: se ci sono dei buchi, bisogna rivolgersi al mercato. Ma se ci sono delle sostituzioni, bisogna parlare prima con l’allenatore. Poi Allegri è un aziendalista e andremo d’accordo. Secondo me non dobbiamo comprare nessuno, ma mandare via molti calciatori». «Nuovo stadio nel 2028? Se non troverò degli ostacoli burocratici, immagino di sì. Questo è un paese strano. I politici fanno la politica guardandosi allo specchio, e poche volte appaiono i cittadini. Questo è un problema che attanaglia l’Europa intera. Amo l’America perchè lì c’è un grandissimo rispetto per il successo. Qui da noi c’è invidia».

Fonte: Il mattino

 

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