Ecco il testo della preghiera letta dal Card. Battaglia per benedire la nuova maglia
Maglia Napoli Centenario: arriva anche la benedizione. «Mi è stato chiesto di benedire la nuova maglia del Napoli, lo faccio volentieri, ma vorrei farlo dentro ad un contesto di preghiera chiaramente, perché poi questo è anche il senso della benedizione. Per cui per questo momento mi sono permesso di scrivere una preghiera che consegno a tutti quanti voi» ha detto don Mimmo Battaglia all’inizio della presentazione della maglia per i 100 anni del Napoli. Di seguito il testo integrale della preghiera:
“Grazie per i cento anni della società sportiva Calcio Napoli. Una storia che si è intrecciata con quella di un popolo, di una città, di generazioni che hanno imparato a sognare guardando un pallone rincorrere l’azzurro. Ti ringraziamo perché anche attraverso una squadra di calcio hai saputo accendere speranze, ricucire ferite, dare voce a chi troppo spesso si è sentito dimenticato.
In questi cento anni ci sono stati giorni di gloria e giorni di fatica, vittorie che hanno fatto esplodere di gioia un’intera città e sconfitte che hanno insegnato l’umiltà dell’attesa. Eppure Napoli ha sempre continuato a credere, perché chi ama davvero sa che ogni caduta può diventare l’inizio di una rinascita. Ti ringraziamo per il dono dello sport, soprattutto quando è vissuto in modo sano, diventando scuola di umanità in cui il talento è considerato un dono da condividere, in cui il rispetto dell’avversario rende più bella ogni vittoria e più dignitosa ogni sconfitta.
Benedici tutti coloro che hanno indossato e che indosseranno la maglia azzurra del Napoli, i calciatori, gli allenatori, i dirigenti, il presidente, i lavoratori silenziosi del club e i tifosi, perché ciascuno custodisca la consapevolezza che questa maglia porta con sé la storia, i sogni e la dignità di un’intera comunità. Signore, tu conosci il cuore di Napoli, conosci la sua bellezza inquieta, la sua creatività, la sua capacità di rialzarsi quando tutto sembra perduto. Per questo, per tanti, il Napoli non è stato soltanto una squadra di calcio.
È stato il simbolo di una speranza possibile, il racconto di un riscatto, la prova che anche chi nasce ai margini può arrivare al centro senza perdere la propria anima. Custodisce ancora questo sogno. Liberalo dalla violenza, dall’odio, dall’arroganza del successo ad ogni costo. Fa che il calcio continui ad essere un linguaggio capace di costruire ponti e non muri, incontro e non divisione. Rendi gli stadi luoghi di festa e non di paura, dove bambini e famiglie possono imparare che l’avversario non è un nemico, ma qualcuno che rende possibile il gioco. Fa del calcio una strada di pace, perché ogni passaggio ricordi la fiducia, ogni assist la solidarietà, ogni gol la gioia condivisa e ogni partita la bellezza di camminare insieme.
E mentre celebriamo il centenario del nostro Napoli, insegna a tutta la nostra comunità a fare squadra. A fare squadra nelle nostre famiglie, nei quartieri, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nelle istituzioni, nelle piazze. Fa che impariamo a passarci il pallone della fiducia invece di trattenerlo per paura, a difendere insieme il bene comune, a gioire dei successi degli altri come se fossero anche i nostri, perché una città non diventa grande solo quando una squadra alza un trofeo, ma quando nessuno viene lasciato in panchina nella partita della vita.
E allora, Signore, i cento anni del Napoli non saranno soltanto la memoria di una gloriosa storia sportiva, ma il segno che un popolo, quando sa fare squadra, può continuare a sognare, a rialzarsi, a risorgere. Questa maglia azzurra non è solo un pezzo di stoffa, è un pezzo di pane spezzato, è il battito di un popolo, è il vestito della nostra dignità e della nostra appartenenza.
Ti chiediamo di benedire allora questa nuova maglia del secolo. Fa che chiunque la indossi, in campo o sugli spalti, non dimentichi mai la responsabilità di custodire questa terra. E insegna ai nostri giovani che il vero traguardo è la lealtà, che la vittoria più bella è l’abbraccio dell’altro e che si può cadere, sì, ma ci si rialza sempre insieme perché nessuno si salva da solo. E questo la città lo sa bene.
Chi la indossa in campo possa onorarla con il sudore, il sacrificio e l’onestà. Chi la indossa sugli spalti o per le strade della città possa farsi testimone dell’accoglienza, della solidarietà e soprattutto del riscatto sociale. Questa maglia ricordi a tutti noi che apparteniamo ad una storia grande, fatta di dignità, di orgoglio pulito e di speranza tenace.
Benedici la passione di questo popolo, le sue lacrime e i suoi sorrisi, e fa che questo azzurro continui a splendere come il nostro mare e il nostro cielo, portando speranza dove c’è buio e calore dove c’è solitudine.
Te lo chiediamo per Cristo, nostro Signore.
Amen.”
Fonte: Il Mattino
