Nel 1989, quando giocava alla Torres, venne scoperto da Luciano Moggi, potente direttore generale del Napoli e indiscusso boss del calciomercato. Chi glielo segnalò? Nello Barbarera, il diesse della squadra sarda, suo fedelissimo collaboratore. Arrivò a Napoli perché lui e l’esperto Massimo Mauro, ex Juve, erano stati scelti come vice di Maradona, trattenuto con la forza da Ferlaino dopo la conquista della Coppa Uefa: si immaginavano tensioni, anche legate alla vita dissoluta del capitano, che puntualmente avvennero. Il primo giorno Diego guardò negli occhi Gianfranco e sorrise: «Ho trovato uno che è più basso di me». Secondo Wikipedia non era così: 168 centimetri Zola, 165 Maradona. Ma andava bene lo stesso. Gianfranco e la moglie Franca non vivevano nella zona vip di Napoli, sulla collina di Posillipo, come gli altri azzurri ma ai Colli Aminei. Il futuro Magic Box, come lo soprannominarono i tifosi del Chelsea, era (come ora) un ragazzo semplice. Giocava a tennis con Careca, Corradini e il giornalista Angelo Rossi e trascorreva le sue serate con l’avvocato Fulvio Marrucco, che è tuttora il suo agente. Fonte: Il Mattino

