Mondiali 2026 – Olanda/Marocco (3-4 d.c.r.) Anche Lang torna a casa, arrivederci a Dimaro

Per Lang solo panchina

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Oranje avanti con l’attaccante (poi in lacrime per il figlio morto nei giorni scorsi) al 72′ e pareggio al 91′. Dal dischetto tanti errori, l’ultimo centro è di Saibari che regala ai Leoni dell’Atlante la sfida con il Canada il 4 luglio a Houston

 

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Il dischetto aveva visto la partita. E quindi ai rigori ha vinto la squadra che se lo meritava di più. Il Marocco batte l’Olanda e si qualifica per gli ottavi, in cui sfiderà il Canada. Lo farà da favorito, perché quella di Ouahbi è una grande squadra. Lo ha dimostrato anche contro gli Oranje, che hanno lasciato il pallone agli africani e si sono accontentati di difendere sia prima sia dopo il gol del vantaggio, segnato quando al 90’ mancava ormai poco. Non è piaciuto l’atteggiamento dell’Olanda, remissiva e rinunciataria fin dalla formazione iniziale, con un difensore in più e un centrocampista in meno. La maledizione dei rigori continua, perché anche nel 2014 e nel 2022 l’eliminazione arrivò dal dischetto, ma stavolta c’è poco da recriminare: due soli tiri nello specchio mentre il Marocco ne ha fatti cinque, ha preso una traversa, ha costruito un’occasione clamorosa nei supplementari. Gli xGol non racconteranno tutta la verità, ma sono uno strumento molto indicativo e parlano chiaro: 1,40 per il Marocco, 0,23 per l’Olanda. Koeman si è trovato in vantaggio quasi senza accorgersene, ma poi è stato giustamente battuto.

 

Partita tattica

L’Olanda si è schierata con la difesa a tre aggiungendo Aké a Van Hecke e Van Dijk ed escludendo Reijnders a centrocampo, dove Gravenberch e De Jong stazionano in mezzo mentre Dumfries si fa tutta la fascia destra e Van de Ven la sinistra. Summerville viene preferito a Malen in avanti. Nessuna novità, invece, nel Marocco, che abbassa a turno El Aynaoui e Bouaddi per far partire l’azione e chiede a Saibari tanto movimento per aprire spazi a favore dei trequartisti. La partita è molto tattica, più di quanto ci si aspettasse. Ritmo lento, forse anche a causa del caldo, e squadre che decidono di aspettare nella propria metà campo quando gli avversari costruiscono dal basso: non c’è pressione alta, si preferisce non lasciare spazi anche a costo di non poter sfruttare le transizioni. Così le frecce non possono scattare e in area non si arriva. Il Marocco calcia con pericolosità due volte nel giro di un minuto, a metà tempo: Verbruggen è bravissimo prima sul colpo di testa di El Aynaoui e poi su un tiro dal limite di Hakimi. La produzione dell’Olanda è invece tutta racchiusa nel sinistro da lontano di Van de Ven, che Bounou tocca in angolo. Saibari ha qualche guizzo, Diaz entra poco nel gioco, Ounahi è il più intraprendente e si fa vedere anche nella propria metà campo. Tra gli Oranje viene coinvolto troppo poco Gakpo, mentre Brobbey fa la lotta con Diop e Riad ma senza essere mai pericoloso.

Gol dalla panchina

Il Marocco comanda la partita, senza sbilanciarsi ma con un piano offensivo più elaborato. Ounahi si abbassa, Brahim Diaz si accentra, Hakimi si impossessa della corsia e punta verso la porta. Così a inizio ripresa, su due meravigliose aperture di Ounahi, Hakimi prima colpisce la traversa e poi viene fermato da uno splendido intervento di Van de Ven. Koeman capisce la sofferenza generale e cambia le carte: invece di Malen, che in mancanza di spazi rischierebbe di soffrire, si affida a Weghorst, al debutto in questo Mondiale, e alla sua abilità nel gioco aereo. Fuori anche Aké e dentro Koopmeiners, che fa il braccetto come nella Juve spallettiana. La mossa paga in un minuto: torre di Weghorst, fuga di Summerville e tocco vincente di Gakpo (che si commuove pensando al suo grande dolore: pochi giorni fa la compagna ha perso il figlio che aspettava). Il Marocco avverte la botta, sembra il pugile che prova a restituire il pugno, ma fatica a caricarlo. Ouahbi, allora, pesca in panchina e, tra gli altri, trova Talbi che all’inizio del recupero con un cross ben tagliato invita Diop alla testata del pareggio. Nell’occasione l’Olanda non brilla per attenzione: il centrale difensivo del Marocco salta abbastanza indisturbato a pochi passi da Verbruggen.

Il giusto finale

Nei supplementari la trama non cambia: il Marocco gioca, l’Olanda aspetta. Gli africani fanno girare il pallone per trovare lo spazio giusto e quando Rahimi, servito da Saibari, mette a sedere Koopmeiners con una finta e prende la mira, la sentenza sembra scritta. Ma Verbruggen non è d’accordo, fa un intervento clamoroso e lascia aperta la questione. Quindi si va ai rigori e gli errori sono cinque su dieci. Sbagliano El Aynaoui, Kluivert, Timber, Hakimi; segnano Koopmeiners, Rahimi, Weghorst, Taldi. Il quinto dell’Olanda lo calcia Summerville e Bounou lo para. Saibari trasforma il tiro della gioia marocchina e della disperazione olandese. Ai rigori, sì, ma è giusto così.

Fonte: Gazzetta

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