Piccari: “Palestra ha scelto il Chelsea, l’Inter doveva chiudere prima”

Queste le parole di Marco Piccari sul caso Palestra

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A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Marco Piccari, giornalista direttore di TUTTOmercatoWEB Radio. 

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Di seguito, un estratto dell’intervista. 

Come giudica la vicenda Marco Palestra?

“Eravamo in una situazione in cui sembrava esserci un avvicinamento all’Inter, poi ieri sera è emersa con forza la pista Chelsea. A questo punto credo sia difficile che il giocatore possa cambiare idea. Da quello che stiamo raccogliendo e sentendo, ha fatto una scelta. Lasciami dire anche una cosa: qui non c’è più un criterio nelle valutazioni. È tutto assurdo. Stiamo parlando di un ragazzo promettente, forte, che ha fatto mezza stagione in Serie A e che si ritrova davanti cifre d’ingaggio enormi. Non c’è partita. Non esiste più un vero valore da attribuire ai calciatori. Per carità, Palestra potrà diventare un esterno fortissimo e magari sarà anche un punto fermo della Nazionale italiana nei prossimi anni, ma stiamo parlando di un ragazzo di 21 anni con appena mezza stagione in Serie A alle spalle. Già l’offerta dell’Inter, che prevedeva un ingaggio da circa due milioni e mezzo di euro, mi sembrava molto alta. E poi c’era anche la richiesta economica dell’Atalanta. Ripeto, siamo fuori da ogni criterio logico. Fa bene l’Atalanta a incassare, fa bene il ragazzo a prendere tanti soldi, ma così non esiste più un criterio corretto nelle valutazioni. A questo punto vale tutto.”

Direttore, il prezzo però lo fa il mercato. Se l’Inter arriva fino a una certa cifra e dalla Premier League ne mettono dieci milioni in più senza problemi, è inevitabile. Possiamo dire che, in un certo senso, è un calcio malato?

“Sì, per me è un calcio malato. Ripeto, stiamo parlando di un ragazzo dalle grandissime potenzialità, ma ti faccio una domanda: vale davvero già oggi un investimento di questo tipo? Secondo me no. Non ha ancora dimostrato niente nel calcio. Poi, per carità, bisogna arrivare prima sui talenti e su Palestra bisognava arrivarci prima. Come hai detto tu, il Chelsea ha messo dieci milioni in più e non c’è stato nulla da fare. L’Inter avrebbe dovuto accelerare e chiudere molto prima. E permettimi di dire una cosa: penso che ci sia stato anche il lavoro del procuratore. Correggimi se sbaglio, ma è lo stesso agente di Riccardo Calafiori. Credo ci sia stata anche una grande abilità del procuratore nel tenere la situazione aperta fino a questo punto, sapendo che poteva portare il giocatore in Premier League e ottenere cifre così importanti per sé e per il calciatore. Anche questo va valutato.”

Dall’entourage di Palestra, domenica, mi avevano fatto sapere che da lunedì sarebbero stati a Milano pronti a firmare con l’Inter e si parlava già di visite mediche. Dall’Inghilterra, invece, mi raccontavano di un Chelsea sempre più pressante nei confronti dell’Atalanta. Ho seguito entrambe le piste per raccontare tutto.

“Ti ho seguito e sei stato impeccabile, come sempre. Però, secondo me, è stato proprio il procuratore a tenere i piedi in due scarpe. È stato abilissimo. Noi possiamo anche non condividere, ma lui ha fatto il suo lavoro. E i complimenti glieli dobbiamo fare. Ha ascoltato il ragazzo e ha tutelato i suoi interessi. Io sono d’accordo con quello che dici. Non ne faccio una colpa ai procuratori. I bravi procuratori si muovono così. Noi possiamo non accettarlo, perché ormai siamo fuori da valutazioni che hanno perso senso, ma il loro lavoro è proprio questo: curare gli interessi economici dei propri assistiti e portarli dove ci sono più soldi, per il calciatore e per loro stessi.”

Le leggo un messaggio di un ascoltatore: “Voi, da amanti del pallone, vedete un ragazzo di 21 anni; gli inglesi, invece, vedono già un professionista.” Cosa ne pensa?

“Ci hanno creduto al punto da investirci una cifra enorme. Palestra, quando firmerà con il Chelsea, avrà un contratto di sei anni più uno, quindi potenzialmente di sette anni. Adesso tocca al ragazzo dimostrare di meritare tutta questa fiducia. Però io non sono d’accordo con il messaggio. Noi lo vediamo già come un professionista. Il problema è un altro: un ragazzo che ha fatto mezza stagione in Serie A ha già una valutazione di questo tipo. Siamo fuori da ogni logica. Poi magari, da qui in avanti, varrà ancora di più e il Chelsea avrà avuto ragione. Ricordatevi il caso Calafiori: è stato portato in Premier per cifre importanti e rimane un giocatore che a me piace tantissimo. Così come Giovanni Leoni è un altro giovane di enorme prospettiva. Il talento lo vediamo tutti, ma quando si arriva a queste cifre per ragazzi di 21 anni che hanno mostrato ancora relativamente poco, allora non c’è partita. Loro hanno una disponibilità economica enorme e il calcio italiano, oggi, non è competitivo.”

Ci arriva in questo momento una notizia da fonte Chelsea: dopo l’acquisto di Palestra, Malo Gusto è in uscita e sta per accasarsi al Manchester City. Il mercato inglese non dorme mai.

“Infatti è proprio così. Per gli appassionati di mercato, seguire la Premier League è davvero divertente. Il nostro mercato, invece, al momento è fatto di tante chiacchiere e pochi fatti. Leggiamo tanti titoli ogni mattina, ma per ora ci sono ancora pochissime operazioni realmente concluse.”

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