Monti: “Højlund può arrivare a più di 15 gol. Protti? Un grande esempio”
A Radio Napoli Centrale, nel corso della trasmissione “Un Calcio alla Radio”, è intervenuto il giornalista de Il Mattino Gianluca Monti, che ha parlato di diversi temi legati al Napoli e al calcio italiano.
Sulla crescita dei singoli, Monti ha indicato Rasmus Højlund come uno dei giocatori chiamati al salto di qualità: «Hojlund deve fare il definitivo salto di maturità. Con Conte abbiamo visto la sua capacità di far alzare la squadra, ma con un allenatore che valorizza l’attacco alla profondità può avere più di 15 gol nei piedi per puntare allo Scudetto». Il giornalista ha poi aggiunto: «Si può parlare di Neres, di Vergara, ma mi aspetto anche la consacrazione di Hojlund».
Su David Neres ha sottolineato il valore del giocatore quando è in condizione: «Quando sta bene ha dimostrato di essere un calciatore importante. Neres è uno dei calciatori da cui deve ripartire. Non può fare tutte le partite, ma 2/3 si». Su Vergara ha invece evidenziato la sua duttilità: «Vergara può fare anche la mezzala. O anche nel ruolo di Politano».
Monti si è poi soffermato sul nuovo decreto sport e sulla cosiddetta riforma Zola, spiegando la sua visione sul tema: «La riforma Zola era votata alla creazione dei propri settori giovanili di calciatori che sarebbero diventati professionisti dei club di Lega Pro che rappresentano una fucina di talenti del calcio italiano. Un modo per evitare che squadre di C andassero a prendere calciatori stranieri non formati nel calcio italiano o giocatori in prestito». Ha poi aggiunto: «La copertura economica doveva arrivare dall’1% della mutualità dalla legge Melandri, ma il Governo l’ha spostato con un colpo di mano alla Serie A Femminile».
Sulle conseguenze del provvedimento ha dichiarato: «Il movimento femminile si è un po’ arenato, perché i costi sono insostenibili. La riforma va a toccare nella tasca tanti club di Serie C che volevano costruire un proprio vivaio di livello». E ancora: «Il calcio italiano avrebbe avuto più bisogno di giovani, che un movimento di calcio femminile che riguarda solo. L’aspetto culturale non puoi cambiarlo in pochi anni. Bisogna creare una sostenibilità che con il professionismo è diventata una chimera, perché i costi sono elevati».
Infine, un ricordo personale su Igor Protti: «Ero uno di quei ragazzi… Lo ricordo a Livorno con Cristiano Lucarelli o al Bari. Ha dato un grande esempio. E lui attraverso i social ha alzato il livello».
