Anellucci ricorda Protti e attacca il calcio moderno: “I tifosi non sono clienti”

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A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Claudio Anellucci, agente FIFA. Di seguito, un estratto dell’intervista.

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L’agente FIFA, ha dedicato parole toccanti a Igor Protti, sottolineandone non solo le qualità calcistiche ma soprattutto quelle umane.

“Era una persona straordinaria, divertente, simpatica, uno di quei compagni che lasciavano il segno. Ovunque sia andato ha lasciato un ricordo indelebile”.

Anellucci ha ricordato i celebri “trenini” dell’attaccante ai tempi del Bari, definendolo però soprattutto un uomo di spogliatoio e di sport a tutto tondo. Particolarmente significativo, secondo l’agente, il messaggio diffuso dalla famiglia:

“Siamo arrivati alla fine della partita. Una frase che racconta tutto lo spessore umano di Igor”.

Milan, proprietà straniere e calcio-business

Nel corso dell’intervista, Anellucci ha affrontato anche il delicato momento del Milan, criticando la gestione delle proprietà straniere nel calcio italiano.

Secondo l’agente, il problema principale risiede nella scarsa conoscenza del contesto calcistico nazionale:

“Sono contrario a questa esterofilia, soprattutto per quanto riguarda i direttori sportivi. Servono uomini di campo che conoscano il calcio italiano e i suoi giovani”.

Per Anellucci, molte proprietà vedono il club esclusivamente come un investimento economico:

“Comprano una squadra come comprerebbero un centro commerciale. Ma il calcio non è solo business, è passione, appartenenza, emozione”.

L’ex procuratore ha poi sottolineato come il rapporto tra società e tifosi stia cambiando in maniera preoccupante.

“Il tifoso non è un cliente”

Uno dei passaggi più forti dell’intervento riguarda proprio il ruolo della tifoseria.

“I tifosi non sono clienti. Una squadra vive grazie ai suoi tifosi”.

Anellucci ha evidenziato le proteste in atto in diverse piazze italiane, citando Milan, Torino e Lazio come esempi di un malcontento crescente.

“Vedere tifoserie che rinunciano ad entrare allo stadio è qualcosa che fino a pochi anni fa sarebbe stato impensabile”.

Secondo lui, il calcio moderno rischia di allontanarsi definitivamente dalla propria base popolare.

L’attacco a Lotito

L’agente non ha risparmiato critiche al presidente della Lazio, Claudio Lotito, accusandolo di aver costruito negli anni una narrazione distante dalla realtà.

“È stato un grande comunicatore, ma oggi le maschere sono cadute”.

Anellucci ha ricordato anche le vicende giudiziarie che hanno coinvolto alcuni tifosi biancocelesti, sottolineando come molte assoluzioni successive abbiano ricevuto poca attenzione mediatica.

Una riflessione amara che si conclude con una convinzione netta:

“Forse stanno tornando a risvegliarsi le coscienze popolari. Magari sta nascendo una nuova era in cui il tifoso tornerà ad avere un ruolo importante”.

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