Riccardo Fois campione Nba con i Knicks: “Un successo storico, ora sogno il Mondiale con l’Italia”
(Adnkronos) – Dalle radici alla Santa Croce Basket di Olbia fino al titolo Nba con i New York Knicks: Riccardo Fois è tra i protagonisti italiani di un successo storico. Oggi assistente di coach Mike Brown, oltre ad essere membro dello staff tecnico della Nazionale azzurra, racconta in una intervista all’Adnkronos dall’America emozioni, sacrifici e prospettive dopo la vittoria dei suoi Knicks nella scorsa notte in finale Nba contro i San Antonio Spurs per 94-90: un titolo atteso 53 anni, dal 1973, con uno sguardo già rivolto alla Nazionale italiana e agli impegni decisivi per la qualificazione ai Mondiali.
Un successo storico sia per New York sia per te?
“Beh, non so bene cosa dire: è bellissimo far parte di qualcosa di così grande, perché è unico per la città di New York, che lo aspettava da tanto tempo. Mi rendo conto della fortuna di averne fatto parte”.
Sei il terzo italiano a vincere l’Nba dopo Belinelli e Scariolo?
“Sì, quindi diciamo che ho abbassato la media… Sono il terzo e anche questo è speciale, perché con tutti i grandi giocatori e i grandi allenatori che abbiamo avuto – non solo in Italia, ma anche in Europa e in America – molti non hanno mai avuto la fortuna di vincere un titolo. È una cosa che decisamente non do per scontata”.
Come avete festeggiato e come continuerete a festeggiare a New York?
“Sono arrivato a casa un’ora fa. Già questo fa capire: siamo partiti da San Antonio a notte inoltrata e siamo arrivati a New York che era mattina. Non so onestamente cosa succederà, ho paura anche solo a pensare ai festeggiamenti. So che la città ha festeggiato tutta la notte, ho visto i video come tutti, e giovedì abbiamo la parata. Da qui a giovedì non so cosa succederà, però penso che me la godrò parecchio”.
Uno dei protagonisti è stato Jalen Brunson: quali sono stati i punti di forza della squadra?
“È una squadra di vincenti. Tutti i giocatori – da Brunson a Bridges, da Towns a Josh Hart – hanno sempre vinto: all’high school, al college, con le nazionali. È stato il culmine di tutti questi vincenti messi insieme: hanno creato un gruppo super determinato, che ha sempre pensato di poter vincere ogni partita. Quando metti insieme questi ingredienti, spesso viene fuori qualcosa di speciale”.
Fai parte anche dello staff dell’Italia: cosa puoi portare in azzurro?
“Sicuramente ci arrivo bello carico. Non vedo l’ora di festeggiare ancora un po’ questa vittoria, ma anche di essere con il gruppo azzurro. Abbiamo due partite fondamentali con Islanda e Lituania per qualificarci al Mondiale. Più di quello che posso portare io, è quello che dobbiamo creare in poco tempo per raggiungere l’obiettivo. In azzurro sono in bella compagnia: loro fanno molto più fatica di me, perché devono marcare i campioni Nba, io faccio la cosa più facile, gli dico cosa fare”.
Quanto è stato importante coach Mike Brown in questo successo?
“Ha portato l’etica del lavoro, la sua umanità e la capacità di gestire il gruppo soprattutto nei momenti difficili, in una città con questa pressione. È sempre riuscito a mantenere la rotta, senza distrazioni, senza dimenticare le cose importanti. Per vincere a New York sono qualità fondamentali. Sono di parte, ma penso che nessun altro allenatore avrebbe saputo portare la nave in porto come lui”.
Tornerai a Olbia per festeggiare?
“Sono olbiese doc. In realtà ora stanno festeggiando per il concerto di Vasco Rossi – e meno male, perché mi avrebbe preoccupato il contrario! Non vedo l’ora di tornarci con la Nazionale. L’estate sarà piena, con la Summer League, ma conto di tornare. So che i miei amici si sono riuniti tutti per guardare la partita: festeggiare con loro sarà una priorità”.
Obiettivi futuri?
“Onestamente l’unico obiettivo, adesso, è trovare il tempo per dormire nei prossimi tre giorni… altrimenti non arriverò mai a fare il coach! Senza dormire nelle prossime 24 ore, diventarlo la vedo davvero proibitiva”. (di Emanuele Rizzi)
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