Beati coloro che hanno cambiato allenatore, l’hanno scelto, l’hanno contattato, l’hanno ingaggiato e adesso sono pronti per affrontare una nuova stagione. Al Napoli si vive una strana situazione: De Laurentiis, ora negli Stati Uniti per tornare a fine giugno, non è certamente in mezzo al guado perché il nuovo allenatore esiste ma sa che deve fare ancora i conti con il suo ex club che vuole risparmiare fino all’ultimo euro. Già, l’esperto manager di Allegri, Branchini, getta benzina sul fuoco: «Non abbiamo alcun contatto col Milan per la risoluzione». È chiaramente la classica menzogna da calciomercato: quel che resta del Milan vorrebbe risparmiare persino gli ultimi due mesi dello stipendio di Allegri, figurarsi se vuole riconoscere la buonuscita da 5 milioni che Max chiede per sé e il suo staff.
Si mormora persino che Ibrahimovic, sempre per fare un dispetto al nemico Allegri, sarebbe persino disposto a tenerlo fermo un anno. Il gioco delle parti: al Milan è l’anno zero, con tagli a tutto. Un declino assai triste. De Laurentiis non può farci nulla: Max gli ha spiegato che sarebbe persino pronto ad andare in tribunale visto che, nella baraonda, il Milan lo ha licenziato prima con il comunicato stampa e poi con la Pec. Insomma, un disastro. Visto con l’ottica del Napoli, Allegri è l’allenatore in pectore, ma che tutto può fare tranne che dire di essere l’allenatore del Napoli. Anche ieri con Manna ci sono stati contatti per discutere del ritiro, degli avversari da affrontare: ha saputo (e ha condiviso) la tradizione delle porte aperte per gli allenamenti e pare che non abbia intenzione di fare sedute, almeno in Trentino, senza pubblico
