Matt Rizzetta e l’acquisto del Napoli. Al momento, il club azzurro resta di proprietà di Aurelio De Laurentiis, ma c’è una possibile trattativa con Underdog Global Partner che va avanti da diversi mesi. Il presidente ha rifiutato l’offerta di oltre due miliardi di euro, che però non ha frenato l’interesse da parte della cordata di investitori statunitensi.
A parlarne è stato Matt Rizzetta, fondatore e managing partner di Ugp e presidente tra l’altro del Napoli Basket, al podcast di Bloomberg Business of Soccer: «Il capitolo del Napoli Calcio è diverso per tutti gli altri sport.Si parla di sport primario e città primaria. Quando abbiamo preso il Napoli Basket, mi è parso evidente che si poteva fare qualcosa di più creando una piattaforma multisport in città».
«Napoli è una città unica che ha soltanto una squadra, in cui tra l’altro ci ha giocato Maradona. Immaginavamo importanti investimenti in stadio e infrastrutture tra il calcio e basket, ritenendo che ci saremmo trovati con uno tra i 10-15 brand calcistici più importanti del mondo», ha continuato Rizzetta.
Poi parla della trattativa con De Laurentiis: «Abbiamo trascorso circa sei mesi a conoscere la famiglia De Laurentiis, verso la quale nutro un enorme rispetto. Aurelio De Laurentiis ha acquistato il club dopo il fallimento e lo ha trasformato in uno dei 30 brand calcistici più preziosi al mondo, con una presenza costante in Champions League. Mi sono avvicinato a lui senza alcun interesse immediato. Gli dissi che se fosse esistita la possibilità di una collaborazione, lui aveva il calcio e noi il basket. Poi le conversazioni sono diventate più serie. Non posso dire molto di più, ma vedremo cosa succederà».
Matt Rizzetta e l’acquisto del Napoli. Al momento, il club azzurro resta di proprietà di Aurelio De Laurentiis, ma c’è una possibile trattativa con Underdog Global Partner che va avanti da diversi mesi. Il presidente ha rifiutato l’offerta di oltre due miliardi di euro, che però non ha frenato l’interesse da parte della cordata di investitori statunitensi.
A parlarne è stato Matt Rizzetta, fondatore e managing partner di Ugp e presidente tra l’altro del Napoli Basket, al podcast di Bloomberg Business of Soccer: «Il capitolo del Napoli Calcio è diverso per tutti gli altri sport.
Si parla di sport primario e città primaria. Quando abbiamo preso il Napoli Basket, mi è parso evidente che si poteva fare qualcosa di più creando una piattaforma multisport in città».
«Napoli è una città unica che ha soltanto una squadra, in cui tra l’altro ci ha giocato Maradona. Immaginavamo importanti investimenti in stadio e infrastrutture tra il calcio e basket, ritenendo che ci saremmo trovati con uno tra i 10-15 brand calcistici più importanti del mondo», ha continuato Rizzetta.
Poi parla della trattativa con De Laurentiis: «Abbiamo trascorso circa sei mesi a conoscere la famiglia De Laurentiis, verso la quale nutro un enorme rispetto. Aurelio De Laurentiis ha acquistato il club dopo il fallimento e lo ha trasformato in uno dei 30 brand calcistici più preziosi al mondo, con una presenza costante in Champions League. Mi sono avvicinato a lui senza alcun interesse immediato. Gli dissi che se fosse esistita la possibilità di una collaborazione, lui aveva il calcio e noi il basket. Poi le conversazioni sono diventate più serie. Non posso dire molto di più, ma vedremo cosa succederà».
Prosegue Rizzetta soffermandosi sulla risposta di De Laurentiis: «Aurelio me lo ha detto chiaramente: ha una responsabilità verso i cento milioni di napoletani nel mondo, la maggior parte dei quali tifano Napoli. Se un giorno il club dovesse passare di mano, dovrebbe essere affidato alla persona giusta. Per questo ho sentito una profonda responsabilità nel dimostrare che sarei in grado di portare il club nel futuro rispettandone la tradizione e l’eredità costruita fino ad oggi, ma aggiungendo anche innovazione e attrattività internazionale».
Rizzetta si è anche soffermato sulle aree di investimento, soprattutto lo stadio Maradona: «La prima cosa che faremmo, e ne abbiamo già discusso in modo approfondito con il Comune di Napoli, è trasformare lo stadio Diego Armando Maradona in un impianto sportivo moderno. Quindi una ristrutturazione dello stadio esistente. Investiremmo anche nelle infrastrutture necessarie per lo sviluppo dei giovani calciatori, che tra i 10 e i 18 anni sono costretti ad andare al Nord. Quindi creare quelle infrastrutture per trattenere il talento a Napoli». Fonte: Il Mattino
