Allegri in serie A è quello che è andato più vicino alla Coppa, ecco perchè AdL…
Dopo aver vinto due scudetti in quattro anni, la voglia del presidente è quella di fare molto meglio in Champions League. E Allegri degli allenatori impegnati nella prossima stagione è quello che è andato più vicino all’obiettivo finale negli ultimi 15 anni
Gli allenatori, si sa, vanno molto più volentieri dove c’è la concreta possibilità di far meglio dei predecessori. C’è anche chi preferisce squadre in crisi o comunque reduci da campionati disastrosi. Il margine di miglioramento è quasi scontato. Da questo punto di vista, dunque, verrebbe da dire che Allegri al Napoli ha tutto da perdere. Guiderà infatti un club che in campionato è stato protagonista nelle ultime quattro stagioni. Ha vinto lo scudetto con Spalletti, poi con Conte, dunque – ed è un paradosso – se Max si laureasse campione d’Italia, qualcuno direbbe: ma cosa ha fatto di speciale? Difficile poi che possa far meglio dal punto di vista dello spettacolo. Non solo perché in molti gli rinfacciano un calcio troppo speculativo, ma anche perché sarebbe difficile far meglio dal punto di vista estetico di Spalletti, che ha incantato con Kvara e Osimhen. E allora cosa ha spinto Allegri, oltre naturalmente alla possibilità di rimettersi subito in pista con lauto ingaggio, ad accettare? E perché De Laurentiis, dopo aver pensato ad altre soluzioni, si è indirizzato su di lui?
Una sola volta ai quarti

La risposta è tutta qui: la voglia del presidente – verrebbe da dire la sua legittima ossessione – di fare molto meglio in Champions League. Perché è giusto lottare in campionato per arrivare tra le prime quattro, ma poi quella Coppa va giocata al meglio delle possibilità. Cosa che al Napoli raramente è riuscita.Il miglior piazzamento resta un quarto di finale, insieme però a tante delusioni, anche recenti. E’ sufficiente pensare al cammino nell’ultima edizione, con l’esclusione già nella prima fase. Il Napoli di Conte non è riuscito neppure a piazzarsi tra le prime 24 (!), finendo addirittura trentesimo. Dietro ai ciprioti del Pafos. Con appena due vittorie in otto partite, nove gol segnati e addirittura 15 incassati. Con la mortificante sconfitta in casa del Psv per 6-2, la più pesante della storia europea azzurra. Ed è da qui, dalla voglia di cancellare questi precedenti, che De Laurentiis ha deciso di ripartire: con un occhio al campionato ma l’altro alla Champions, una straordinaria vetrina internazionale. Ed è anche per questo che la scelta è caduta su Allegri, che degli allenatori impegnati nella prossima stagione è quello che è andato più vicino all’obiettivo finale negli ultimi 15 anni.
Due finali con Real e Barça

Kevin De Bruyne
Esattamente come Simone Inzaghi, che ha però salutato il nostro calcio, Max è andato per due volte in finale, perdendo contro avversarie fenomenali: Barcellona e Real Madrid. Potendo anche vantare tre ingressi ai quarti di finale che, come detto, rappresentano invece il massimo obiettivo raggiunto (una sola volta) dagli azzurri. Allegri dunque ha il compito di far bene, benissimo in campionato, al passo di allenatori come Spalletti e Conte che hanno vinto il titolo, o di quelli come Sarri, Ancelotti, Mazzarri che sono arrivati secondi; ma tra i suoi compiti più importanti c’è quello di portare il più avanti possibile gli azzurri in Champions. Dove ci sono indubbiamente club ancora più forti e più attrezzati, ma che premia chi – come hanno dimostrato lo stesso Allegri e Inzaghi – sa preparare al meglio le partite in due round. E non è un caso che nella lista dei desideri di Allegri per la prossima stagione ci sia anche la conferma di De Bruyne che, come lui stesso ha fatto sapere, non ha avuto un rapporto speciale con Conte. Trattenerlo vorrebbe dire anche poter contare suon calciatore di esperienza straordinaria, che la Champions l’ha già conosciuta e vinta con il Manchester City. Ma proprio lì, nel suo ritorno a casa da avversario, il suo rapporto con Conte ha cominciato a incrinarsi: una sostituzione dopo un quarto d’ora, difficile, anzi impossibile da digerire. Perché, e non vale solo per De Laurentiis, la Champions è davvero qualcosa di speciale. Fonte: Gazzetta
