No, lui non lo faceva: eppure lui era semplicemente il più grande di tutti

0
Qualcuno dirà che erano altri tempi, un altro calcio, ma gli uomini restano uomini, i professionisti restano professionisti. La penna sublime di Mimmo Carratelli, vi spiga e ci spiega chi era Diego Armando Maradona, il più grande di tutti.
Diego Armando Maradona, il più grande, arrivò a Napoli nel luglio benedetto del 1984, niente sapendo di Napoli, del Napoli e dei napoletani, e niente pretendendo. Non impose un suo allenatore di fiducia, non chiese l’allestimento di una squadra da scudetto e andò ad abitare in un condominio, una casa panoramica sulla collina di Posillipo, ma sempre un condominio, lui, il più grande, che a Barcellona aveva vissuto in una villa con piscina e campi da tennis nel quartiere chic di Petralbes.

Factory della Comunicazione

Il signor Diego Armando Maradona, ripeto: il più grande, si trovò a giocare in un Napoli senza né capo né coda, gestito con prudenza elegante da Rino Marchesi. Quel Napoli alla fine del girone d’andata aveva appena 13 punti, quint’ultimo in classifica, cioè piena zona retrocessione. C’erano anche scazzi nello spogliatoio.
Il signor Diego Amando Maradona, il più grande, mentre il Napoli in cui era capitato stentava dappertutto, prendendo sberle da Verona, Torino, Atalanta e non riuscendo a piegare neppure la Sampdoria, l’Avellino e l’Ascoli, il signor Diego Armando Maradona si battè come un gregario per scuotere il Napoli e mai ebbe un gesto di disappunto e delusione, mai un rimbrotto per i compagni, mai una protesta verso l’allenatore.
La “guerra” che c’era nello spogliatoio azzurro si risolse in tre giorni di ritiro a Vietri sul Mare, dove le “opposte fazioni” si confrontarono, si mandarono a quel paese e alla fine si misero d’accordo per il bene del Napoli. Faccia a faccia. Il signor Diego Armando Maradona, il più grande, prima non volle partecipare al summit della pace, poi incoraggiato da Bruscolotti intervenne. Il più grande venne a patti con i compagni. Nessuno chiese la testa dell’allenatore, nessuno si lamentò degli allenamenti e della tattica di gioco. Il signor Diego Armando Maradona, il più grande, non pretese niente.
Fu allora che capimmo chi era Diego Armando Maradona. Fu allora che lo capirono anche i compagni. Il signor Diego Armando Maradona, il più grande, non pretendeva d’essere trattato come il più grande. L’aveva ingaggiato il Napoli, dopo i tormenti di Barcellona, e al Napoli voleva dare tutto e diventarne il condottiero. Con la sua classe immensa, ma alla pari dei compagni che gli consegnarono i loro cuori.
Così fanno i campioni. Se le cose non girano, se le difficoltà sono tante, se si rischia il collasso, il campione mette a disposizione tutto se stesso, in campo e nello spogliatoio, per risollevare la squadra.
Lo fece Diego Armando Maradona, il più grande, dando una lezione di generosità e solidarietà. Non antepose il suo “status”. Lui andò incontro alla squadra e mai pretese che la squadra andasse da lui in ginocchio. Perché Diego Armando Maradona era il più grande in tutto.
Oggi i moderni signorini del pallone pretendono prima di dare, contestano, si lamentano, denunciano, il gioco non gli sta bene, l’allenatore neppure, i compagni chissà. Se avessero conosciuto Diego Armando Maradona, se sapessero del suo inizio nel Napoli in tutta umiltà, al servizio della squadra, i signorini del pallone d’oggi, tutti bizze e pretese, su un piedistallo d’apparenza, forse rivedrebbero certi loro atteggiamenti. E vivrebbero meglio con gli altri e con sé stessi. Senza fare i maramaldi come il signor Diego Armando Maradona, il più grande, non fece mai.
Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

For security, use of Google's reCAPTCHA service is required which is subject to the Google Privacy Policy and Terms of Use.