Baldini impone le sue regole: niente multe, chi sbaglia lascia il ritiro

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Il Corriere dello Sport presenta l’inizio dell’esperienza di Baldini in Nazionale come una fase caratterizzata da entusiasmo, energia e rinnovamento. A Coverciano si respira un clima diverso, testimoniato anche dall’atteggiamento di Donnarumma, che durante gli allenamenti si è mostrato particolarmente coinvolto e partecipe, lavorando con intensità insieme ai giovani convocati.

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La scelta di non chiamare alcuni senatori viene interpretata come una decisione coerente con il nuovo progetto. Convocare giocatori a fine stagione, già con la mente rivolta alle vacanze, avrebbe rischiato di trasformare le amichevoli in un semplice impegno da svolgere. L’obiettivo, invece, è quello di costruire un gruppo motivato e disposto a condividere un percorso comune.

Baldini ha introdotto alcune regole che riguardano la vita quotidiana del ritiro. Le camere sono doppie per tutti, senza privilegi particolari, l’uso dei telefoni è limitato e viene incoraggiata la socializzazione tra i giocatori. Anche palestra e massaggi sono organizzati secondo una divisione in gruppi e orari prestabiliti, con l’intento di favorire la vita collettiva e ridurre i momenti di isolamento. La sveglia non è obbligatoria a un orario preciso, ma tutti devono aver concluso la colazione entro le nove del mattino.

Il commissario tecnico ha spiegato che la sua idea di calcio si fonda sull’equilibrio tra libertà e disciplina. Da un lato afferma: «In campo porto la libertà di esprimere il talento, non voglio imprigionarli», sottolineando come i calciatori debbano sentirsi liberi di valorizzare le proprie qualità tecniche. Dall’altro, ritiene necessario che fuori dal campo esistano riferimenti chiari e comportamenti condivisi.

Per questo precisa di non essere «un comandante o un generale», ma di voler dare importanza a tutti quegli aspetti che definiscono la vita di un atleta, dall’alimentazione agli orari, passando per la preparazione fisica. Secondo Baldini, «serve uno stile di vita»perché «senza regole non ci sono principi e senza principi non si costruisce una squadra».

Molto netta è anche la sua posizione sulle sanzioni disciplinari. Il tecnico dichiara infatti: «Non faccio multe, non servono a chi sbaglia. Se uno non rispetta le regole, va a casa». L’idea è che il rispetto delle norme debba derivare dalla responsabilità personale e dall’appartenenza al gruppo, non da una semplice punizione economica.

Baldini conclude descrivendo la squadra come un gruppo sano, capace di stare insieme e condividere valori comuni. A conferma del clima positivo che si è creato, racconta che alcuni ragazzi gli hanno detto che «firmerebbe a vita per stare come gli succede con l’Under 21», una frase che evidenzia il senso di unione e il benessere percepito all’interno del gruppo azzurro.

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