Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, è intervenuto sui social con un lungo post dedicato al tema del cosiddetto “valzer degli allenatori”, analizzando le dinamiche tra scelte societarie e opinioni pubbliche.
Nel suo intervento, Zazzaroni contrappone chi prende decisioni e investe economicamente nel calcio a chi commenta dall’esterno, sottolineando come spesso le valutazioni tecniche vengano influenzate da simpatie o antipatie personali più che da logiche di risultato. Il giornalista cita diversi esempi legati a club e allenatori di livello internazionale per rafforzare il suo ragionamento sulle strategie societarie orientate esclusivamente alla vittoria.
Il direttore del Corriere dello Sport scrive:
“Chi paga vuole esclusivamente vincere e chi parla non paga mai, specie quando perde.”
Nel suo post vengono poi richiamati vari casi di scelte tecniche e ritorni di allenatori in diverse realtà calcistiche europee, utilizzati come esempi per evidenziare la distanza tra chi decide e chi commenta.
Zazzaroni prosegue soffermandosi anche sul contesto italiano e sulle valutazioni degli allenatori:
“Chi parla piazza Italiano, bravissimo sul campo, davanti ad Allegri, per evidente antipatia per Max.”
Il giornalista sottolinea inoltre come, secondo la sua visione, le società che puntano alla vittoria non si lascino condizionare dalle narrative esterne, ma scelgano allenatori in base a criteri di efficacia e risultati, anche a costo di andare controcorrente rispetto all’opinione pubblica.
Il post si chiude con una riflessione personale sul ruolo del giornalismo sportivo:
“Io continuo comunque a parlare (e scrivere): mi pagano. Gli editori”.
