Mattino – Corsi e ricorsi: Allegri succede a Conte come nel 2014

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Sarà Massimiliano Allegri – almeno secondo le ultime notizie- a raccogliere l’eredità di Antonio Conte. Sarà dunque, il toscano a guidare il Napoli dalla prossima stagione per i prossimi due anni. In Serie A non è la prima volta che Allegri succede a Conte. “Il Mattino” ricostruisce l’estate del 2014, quando a seguito delle dimissioni di Antonio Conte, Andrea Agnelli decise di affidare la panchina della Juventus ad Allegri, esonerato 6 mesi prima dal Milan. Corsi e ricorsi storici.

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“Quanti punti di contatto tra Max e Napoli. Ma per cercarne uno che unisca Allegri e Conte bisogna tornare indietro di dodici anni, all’estate 2014. quella staffetta inaspettata e improvvisa che sembrava fosse la fine e invece si trasformò in un nuovo inizio. Vi sembra uno scenario ricorrente? La storia juventina di Allegri cominciò in quella torrida estate di dodici anni fa, raccogliendo un’eredità scomoda, ingombrante. Perché dalla panchina bianconera non stava andando via solo un simbolo di una intera epoca a Torino, ma anche un uomo che aveva saputo riportare il club degli Agnelli ai fasti di un tempo, quelli che sembrarono lontanissimi per qualche anno di difficoltà e l’inferno della Serie B. Con Conte, la Juventus aveva ritrovato sé stessa. Con Allegri tornerà ad essere la Juventus, ma nessuno quell’estate lo sapeva. Nessuno quell’estate avrebbe saputo dirlo. Anzi.

Sicuramente non fu un problema per Max, che in quella estate 2014 dovette fare molto di più che semplicemente essere successore di Conte: al momento dell’annuncio sulla panchina della Juventus, un centinaio di tifosi bianconeri si ritrovarono all’esterno del centro tecnico di Vinovo per far sentire alla società di allora tutto il loro disappunto. Un disappunto che non frenò le idee juventine e che soprattutto portò poi la gestione Allegri alla conquista di un ciclo vincente. Cinque scudetti di fila per l’allenatore toscano con quella Juve, ma soprattutto la consacrazione internazionale arrivata a un passo. Due finali di Champions League perse contro il Barcellona di Messi e il Real Madrid di Cristiano Ronaldo, l’asso portoghese che poi fu acquistato proprio dalla Juventus per completare la crescita della squadra in quegli anni. 271 partite in totale, con una media punti di 2,27 per gara, la più alta in assoluto della sua carriera. Lui e Conte non si sono forse mai amati davvero, ma hanno saputo scambiarsi il lavoro. Per Max, la Juventus è stata casa per un lustro, in cui ha saputo ripartire dalle basi create dal predecessore e migliorare ancora quanto visto in campo. L’addio, arrivato nel 2019, durò appena qualche stagione. Il grande amore bianconero di Max si ripresenterà dopo il covid nel 2021 ma questa volta senza lo stesso successo. Tre stagioni senza scudetti, una media punti comunque altissima (1,84) ma soddisfazioni solo in una occasione, la Coppa Italia del 2024 che sa di contentino per una storia d’amore mai ritrovata per davvero”.

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