Il Mattino- Allegri in cerca di riscatto nell’anno del centenario azzurro

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L’ultimo anno al Milan di Allegri non è stato tra i migliori. Il toscano non è riuscito a portare i rossoneri in Champions League. Questo, di certo, non è un buon biglietto da visita in vista della nuova avventura al Napoli. Al momento non si conoscono ancora i motivi che hanno spinto Aurelio De Laurentiis a far ricadere la decisione sull’ex Juventus e Milan. Probabilmente, il patron azzurro avrà puntato tutto sulla grande esperienza che il tecnico toscano ha acquisito nel corso dei suoi anni da allenatori. Quel che certo è che Allegri giungerà sotto le pendici del Vesuvio con un’importante vogia di riscatto. Di seguito un approfondimento de “Il Mattino”.

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“Ma cosa insegna la prima successione di Conte e Allegri? Soprattutto le capacità del toscano di saper prendere in mano un gruppo già rodato, ben allenato, magari un po’ stanco, per rilanciare le attese e le aspettative, magari anche le ambizioni. Quelle che il Napoli dovrà avere necessariamente il prossimo anno, l’anno del centenario e della nuova rincorsa allo scudetto. Una squadra che deve risolversi dopo i troppi problemi ma deve anche far fruttare gli insegnamenti dell’ultimo biennio. E mettere a fuoco i trofei vinti con Conte, che faranno comunque la differenza. Anche Max sa come si vince, ma ora dovrà farlo in una realtà diversa da quella juventina e anche da quella milanista, che aveva conosciuto prima e dopo Torino. Una realtà che nell’ultima stagione non ha saputo sposare al meglio. Ma l’eredità che Allegri porterà con sé è anche quella di trent’anni fa, quando ha indossato un azzurro per la prima volta. Nella stagione 1997-1998, un’annata difficile per lui come per tutto quel Napoli che di attrattivo – a parte le maglie da gioco – aveva davvero poco.

Difficile, immaginarsi, quasi trent’anni dopo, l’epilogo di una storia che sa di staffetta. Con Conte e con il suo stesso passato, con una carriera che ora deve saper rilanciare perché tra i ritorni alla Juventus e quelli al Milan in troppi sembrano aver deciso che il tocco di Allegri è svanito. La successione a Conte può essere un’arma, il dover rilanciare un gruppo allenato dal suo vecchio amico-nemico è una motivazione troppo grande per poter tornare in sella. In sella come per quei cavalli che Allegri adora e che si potrebbe ritrovare a un passo, con la vicina Agnano. I tifosi del Napoli, intanto, sono tornati a sperare che il passato possa essere in qualche modo lezione anche per il futuro. Che la fiducia possa costruirsi passo dopo passo e vittoria dopo vittoria. Tutti si augurerebbero vedere un Allegri capace di succedere a Conte come era stato a qualche chilometri di distanza poco più di una decade fa. Tutti augurerebbero ad Allegri una svolta dopo tutta la stagione. Dal passato, in fondo, bisogna sempre imparare. O magari prendere esempio”.

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