Allegri: l’uomo degli inizi turbolenti!

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16 luglio 2014. Una data qualunque per moltissime persone. La maggior parte non ricorda nemmeno un frammento di quella giornata, cosa stesse facendo o dicendo. Eppure, proprio in quel giorno, Massimiliano Allegri, all’indomani delle dimissioni di Antonio Conte, divenne il nuovo allenatore della Juventus.

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Una decisione fortissima, capace di spiazzare il mondo del calcio italiano e di dividere completamente il tifo bianconero. I tifosi non ebbero nemmeno il tempo di digerire l’addio di un allenatore e simbolo così importante nella storia juventina come Conte, che si ritrovarono improvvisamente ad accogliere una figura quasi agli antipodi rispetto al tecnico salentino.

Il livornese venne accolto in maniera gelida, contestato e fischiato insieme alla dirigenza. Allegri rappresentava infatti l’uomo che, negli anni precedenti, aveva provato a contrastare il dominio bianconero sulla panchina del Milan, riuscendo anche a conquistare lo scudetto nella stagione 2010-11. L’ultimo titolo vinto da una squadra diversa dalla Juventus prima dell’inizio dell’egemonia bianconera durata nove campionati consecutivi.

In quei giorni sui social spopolò l’hashtag #NoAllegri, simbolo del rifiuto iniziale nei confronti dell’ex tecnico rossonero. Eppure, nonostante l’accoglienza ostile e le enormi pressioni, Allegri riuscì a ritagliarsi una pagina importantissima nella storia juventina.

Con la Juventus vinse 5 scudetti, 5 Coppe Italia e 2 Supercoppe Italiane, oltre a raggiungere due finali di Champions League, poi perse contro Barcellona e Real Madrid. La prima arrivò già nella sua stagione d’esordio sulla panchina bianconera, riportando il club all’ultimo atto della competizione dopo dodici anni, visto che la Juventus non raggiungeva una finale dalla stagione 2002-03.

Con il tempo, Allegri riuscì a trasformare la diffidenza e i fischi iniziali in rispetto e, per molti tifosi, persino in affetto.

E ora vi chiederete: cosa c’entra tutto questo con il Napoli?

Massimiliano Allegri, proprio nella giornata di ieri, è stato indicato come il prossimo allenatore del Napoli. Anche in questo caso, dopo l’addio di Antonio Conte. Anche in questo caso, dopo un’esperienza al Milan.

Le coincidenze però non finiscono qui. L’allenatore livornese è stato nominato nello stesso giorno in cui ha ricevuto il premio intitolato a Giovanni Galeone, tecnico che guidò il Napoli nella stagione 1997-98, la stessa annata in cui Allegri vestiva la maglia azzurra da calciatore.

Allegri sa bene di trovarsi davanti a una delle ultime grandi occasioni della sua carriera. Dopo il recente fallimento alla Milan, errori non saranno più concessi. Napoli è una piazza passionale, esigente e spesso spietata.

La domanda ora è una sola: riuscirà ancora una volta a trasformare i fischi in applausi, oppure questa volta verrà travolto dal peso di una piazza infuocata?

A cura di: Luigi Ferrigno

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