Il Mattino – Due olandesi all’ombra del Vesuvio, Krol incontra Beukema

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L’ex calciatore del Napoli Ruud Krol, in occasione della partita di beneficienza che si è tenuta martedì al Maradona, ha parlato in un’intervista a Il Mattino

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“Due olandesi sotto al Vesuvio. Tra i piatti della tradizione di “Mimì alla Ferrovia”. Dalla serie: “Provavi ancora, Sam”. Già, Rudy Krol incontra Sam Beukema, un invito a pranzo da parte del giovane difensore all’icona del calcio orange. «Il papà veniva a vedere il mio Ajax. Lui ha solo un difetto: è troppo più alto di me…». Il vecchio libero dell’Olanda per due volte vice campione del mondo e idolo del Napoli dal 1980 al 1984 racconta l’investitura ufficiale al suo giovane successore con la maglia del Napoli. Dopo aver trascorso con lui due ore, ospite della famiglia Giugliano.
Krol, per Beukema non è stata una grande stagione?
«Lui ne è consapevole. Ha pagato il prezzo di dover giocare in una difesa a tre, lui mi dice che con Italiano ha sempre giocato in maniera differente. E che quindi si è trovato a disagio in questo nuovo approccio difensivo che ha dovuto adottare Conte».
Dovesse venire Italiano, sarebbe contento?
«Sam è giovane. I giovani devono sapersi adattare all’allenatore che trovano sulla loro strada, alle loro idee. Noi all’Ajax abbiamo continuato a vincere anche cambiando spesso allenatore in quel decennio in cui abbiamo fatto la storia del calcio mondiale: da Michels a Kovacs, da Knobel a Kraay, da Ivic a Brom. Anche io ho cambiato molti metodi di lavoro e di allenatore. Ma ho mantenuto sempre una mentalità vincente. Pure in Italia, col Napoli siamo passati da Marchesi a Giacomini, da Santin a Pesaola. Chi va in campo deve essere rapido a capire quello che vuole il nuovo allenatore».
Lei per chi vota, Italiano o Allegri?
«Sono uno dei simboli del “totaalvoetbal”, ho creduto sempre a un calcio dove quello che conta è regalare divertimento. Importante alzare le coppe, come abbiamo fatto noi, ma giocando bene. Le squadre di Allegri non sono famose per questo: lui ha un curriculum stellare, tanti scudetti, due finali di Champions con la Juventus. Ma non sempre il fine giustifica il mezzo. Io conosco Napoli: la città vuole godere nel vedere il Napoli».
A Beukema ha dato dei consigli?
«Ho raccontato cosa è ancora questa città per me. Gli ho detto: “se tu la ami, lei ti ama. E lo farà per sempre”. Per questo ogni 3-4 mesi io devo per forza tornare qui, a respirare in questi vicoli del centro, a sentire l’affetto dei tifosi che ancora si ricordano di me nonostante siano passati 40 anni. Ma Sam ha capito già tutto di Napoli, non vede l’ora di poter restituire l’affetto che sta avendo. E, secondo me, se davvero arriva Italiano, sarà il primo grande acquisto del prossimo Napoli».

Lo dice perché è olandese come lei?
«Lo dico perché lo ricordo al Bologna: puntuale, abile nel leggere le situazioni di pericolo. Qui si è smarrito. Ma Napoli non è Bologna. Napoli non ha paragoni con nessun altro posto al mondo. Mi ha regalato la sua maglia, la numero 31. Gli ho detto che è giovane e il suo obiettivo è conquistare un posto anche nella nostra nazionale».

Che stagione è stata quella del Napoli?
«Il secondo posto non è un piazzamento banale. Soprattutto se conquistato con lo scudetto sul petto. Non sei più una sorpresa, tutti ti aspettano la domenica per batterti. Io ritengo il lavoro di Conte molto buono. Anche se una sola cosa non mi ha convinto: perché tutti questi infortuni? E io non so darmi una risposta. Di sicuro non è stata solo una questione di sfortuna».

Cosa si aspetta ora dal Napoli?
«Il ciclo è quello di De Laurentiis: le ambizioni non si abbasseranno solo perché va via Conte. Credo che sia importante per il club fare più bella figura in Europa: perché provare ad arrivare almeno ai quarti di finale di Champions è qualcosa di importante per il prestigio. Il calcio italiano non attraversa un buon momento, anche l’Inter ha fatto una figuraccia contro il Bodo ma per il Napoli è stata una brutta mazzata uscire dalla fase a gironi».
Con le Legends con cui è stato in campo l’altra sera con chi avrebbe voluto giocare?
«Quei tre là davanti, Callejon, Mertens e Insigne mi avrebbero fatto divertire»

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