Lukaku dal Belgio: “Non ho chiesto al club la cessione”

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 Come riporta Il Mattino, Romelu Lukaku rompe il silenzio e chiarisce il momento vissuto nelle ultime settimane della stagione con il Napoli. Dal Belgio, dove sta recuperando la migliore condizione fisica in vista del Mondiale, l’attaccante ha smentito tensioni con il club e ribadito di non aver mai chiesto la cessione. Tra il desiderio di tornare un giorno all’Anderlecht, la voglia di essere protagonista con la nazionale e l’obiettivo di giocare fino al Mondiale 2030, Lukaku guarda avanti con determinazione e manda un messaggio chiaro: il suo futuro, almeno per ora, è ancora legato al Napoli.

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«Non ho chiesto al club la cessione».

«L’Anderlecht sa che voglio tornare a giocare dove tutto è cominciato, ma non sarà quest’anno».
«Ho ancora un anno di contratto con il Napoli e non ho chiesto io la cessione al club». Lukaku si racconta, dal Belgio – dove ormai è da qualche settimana – e a pochi giorni dall’inizio dell’avventura Mondiale, il centravanti ancora sotto contratto con gli azzurri chiarisce la vicenda che lo ha accampato sul finale di campionato.
«Mi infastidisce un po’ il modo in cui alcuni media italiani hanno affrontato la vicenda.Tutto è stato esagerato. Non sono venuto in Belgio in vacanza. Volevo tornare a essere la versione migliore di me stesso il più velocemente possibile» ha spiegato nella sua intervista con RTBF «Due settimane prima della pausa per le nazionali, a fine marzo, sentivo già che qualcosa non andava. Questo mi ha fatto arrabbiare, perché non potevo certo fare bene al Napoli in quel modo. Così sono venuto in Belgio per fare una risonanza magnetica. Poi è venuto fuori qualcos’altro, un sovraccarico del muscolo. Ho chiamato la dirigenza per dire che sarei tornato non appena le cose si fossero normalizzate. Per quanto riguarda il mio rapporto con il Napoli, ora è tutto tranquillo. Non c’è nessun problema. Tutti capiscono perché ho fatto quello che ho fatto. Poi ho parlato anche con l’allenatore». Di certo non tornerà in Belgio quest’estate: «Ne parlo molto con mio figlio, un giorno tornerò a casa perché è dove voglio restare con la mia famiglia. Ma non questa estate: l’Anderlecht sa che voglio tornare a giocare dove tutto è cominciato, ma non sarà quest’anno». ella sua testa c’è il Mondiale: «Mi sento sempre meglio. Di recente abbiamo fatto dei test di velocità; ho raggiunto i 35,5 chilometri orari. L’ultima volta che sono stato così veloce è stato anni fa. L’unica cosa che mi manca sono le partite. Non parto con l’idea di essere titolare a quel punto. O di giocare per un’ora. Pensarlo sarebbe folle. Farò di tutto per essere pronto, e poi potrò sicuramente dare un contributo alla squadra più avanti nel torneo. Niente panico, sarò già in forma nella fase a gironi».

E questa non sarà la sua ultima corsa: «Dopo questo Mondiale, voglio ancora disputare almeno altri due grandi tornei. Ho sempre la stessa voglia. Mi prendo cura di me stesso per poter giocare a lungo. Voglio continuare fino alla Coppa del Mondo 2030, avrò allora 37 anni. Dopo, sarà finita».

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