Veni, vidi, vici: con la cultura del lavoro, senza filosofia

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“Veni, vidi, vici. Antonio Conte è il Giulio Cesare del football italiano” scrive il CDS. E non gli si può dare torto. “Il miglior commissario straordinario possibile per qualsiasi tipo di ricostruzione”. Basta ricordare qualcosa…“Conte ha dato al Napoli e a Napoli un centro di gravità permanente. E lo ha fatto in modo rivoluzionario per questa terra. Anche nel rapporto con i tifosi. Quando in ritiro cantarono “chi non salta, juventino è”, lui in poche parole spiegò che cos’è la storia di un uomo e perché sulla propria storia non si scherza. Raramente, per non dire mai, a Napoli qualcuno aveva scelto come tipo di approccio l’onestà intellettuale. Anche la parola d’ordine usata da Conte non è stata casuale. «Amma fatica’». Ha stabilito un rapporto con Napoli sulla base della cultura del lavoro. Soltanto un uomo del Sud poteva farlo. Un uomo che avrà vissuto sulla propria pelle i luoghi comuni che affliggono i meridionali. I napoletani ne sono stati spiazzati. […] Non ha voluto che fossero altri a raccontargli gli umori. Li ha voluti vivere. Conosce profondamente Napoli. Altrimenti non avrebbe potuto pronunciare la frase eduardiana: «Napoli sa essere anche cattiva». Lucidissima fotografia. Ma non ha fatto filosofia. Ha cominciato la ricostruzione. […] Ha vinto uno scudetto che definire insperato è poco. Non scriviamo nulla di clamoroso se facciamo notare che dei quattro Napoli che hanno conquistato il tricolore, il suo è quello calcisticamente più debole. […] Il secondo è stato l’anno in cui l’altra faccia della tifoseria si è fatta sentire di più. L’anima virtuale. Lo sfogatoio. Conte ha pagato l’assurda narrazione che ha accompagnato l’onerosissimo mercato estivo. Un bagno di sangue. Che però non si è tradotto in un reale rafforzamento della rosa. Eppure lo disse. «Non sarà facile con nove nuovi acquisti. Sarà più difficile dello scorso anno». Non gli diedero retta. Lo archiviarono alla voce “il solito lamentoso”. Aveva ragione lui, ovviamente. Lo hanno accusato persino degli infortuni. Si sarà sentito deluso, ferito. Come scriveva La Capria, «Napoli è una città che ti ferisce a morte o t’addormenta, o tutt’e due le cose insieme»”

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