PRIMAVERA NAPOLI (APPROFONDIMENTO)- Un disastro preannunciato
Approfondimento sulla Primavera del Napoli
La Primavera del Napoli, con un nettissimo 0-3 interno nel playout in gara secca contro il Cagliari, retrocede in Primavera 2.
In uno dei miei pezzi precedenti (CLICCA QUI) lo scorso ottobre parlavo di una formazione Primavera Napoli che probabilmente sarebbe retrocessa. Tranquilli non sono un mago e la mia “competenza“, come quella di ognuno di noi, resta sempre qualcosa di soggettivo e opinabile da chiunque, ma soprattutto dai fatti…
Torniamo a sabato scorso, quando al “Piccolo” di Cercola, dinanzi a una bella cornice di pubblico (invogliato dalla società con una bella iniziativa) Napoli e Cagliari si affrontavano per stabilire chi avrebbe fatto compagnia a Cremonese e Frosinone nella categoria Primavera 2. La partita è stata senza storia (0-3) con gli isolani (un anno fa vincitori della Coppa Italia Primavera) che hanno dominato grazie anche a una coppia offensiva “fuori categoria”: Trepy e Mendy.
Il Napoli è partito timoroso, con un atteggiamento prudente e relegando in panchina calciatori più qualitativi. Anche la scelta di tenere fuori la stellina argentina Barido appariva come un chiaro segnale da parte del tecnico Dario Rocco di, innanzitutto, non volerle prendere piuttosto che provare a vincerla. Non mi hanno fatto impazzire le sue dichiarazioni a fine gara perchè, se è vero che ci sono state problematiche oggettive legate agli infortuni della prima squadra, va detto che il Napoli è crollato quando la rosa della Primavera si era nuovamente ripopolata.
Ma come nasce la mia “nefasta” previsione di ottobre?
Da alcuni dati inconfutabili.
la Primavera ai nastri di partenza lo scorso agosto era composta da 3/4 elementi reduci dalla gestione precedente e quasi tutti ragazzi dell’Under 18, a seguito di uno svincolo di massa nello scorso giugno. La “pezza” di riparazione però è stata addirittura peggiore dell’errore iniziale, perché la Dirigenza (Santoro prima e Visone dopo sono stati a capo della squadra, non inventiamoci nulla con qualche “leone da tastiera” pronto a prendersela con Grava e il suo staff) prende calciatori con criteri“casuali”, quasi per fare numero senza un’idea tattica precisa. Attenzione non è neanche un problema di valore dei ragazzi, IO LI DIFENDERÒ SEMPRE A PRESCINDERE, ma di aver preso spesso doppioni in alcuni ruoli, rimanendo totalmente scoperti in altri.
E qui tocchiamo altri due temi centrali:
1) Prendersela con Grava significa non capire nulla di calcio giovanile. Il Direttore si occupa da due-tre stagioni solo di formazioni Under (anche quelle sono andate piuttosto male quest’anno, sia chiaro ma quei campionati e quelle squadre devono soprattutto favorire la crescita fisica e tecnica dei ragazzi) e lo fa con grande passione e competenza. “Radio mercato“, tra l’altro, da diversi mesi parla di interesse molto forte su di lui sia da club italiani che esteri anche per lui e questo non può che preoccupare ancora di più l’ambiente partenopeo. Il settore giovanile del Napoli attualmente è composto da una triade di alto livello: Grava-Caffarelli-Bevilacqua. Perderli significa ripartire da zero.
2) Il Napoli ha un budget risicatissimo da spendere. Mi fece sorridere la foto dello scorso 1 settembre pubblicata dal Presidente (il miglior Presidente della storia partenopea senza se e senza ma) di una pietra, a far presagire una svolta strutturale epocale in termini di centro sportivo e vicinanza tra prima squadra e “scugnizzeria“. E allora diciamo la verità. Fondi d’investimento a parte, le risorse di ADL sono pochissime e vengono tutte riversate nel tenere la prima squadra fortemente competitiva.
Il budget per la cantera è ridotto al lumicino e, proclami o non proclami permettendo, attualmente non si prevede alcun cambio di strategia all’orizzonte.
Lo so, la domanda che mi farete voi è: MA BARIDO E PEREYRA NON SONO IMPORTANTI INVESTIMENTI???
Sì. No. O meglio non lo so perché il tempo lo dirà, ma questi sono colpi “ad hoc” che nulla hanno a che vedere con la costruzione di un settore giovanile.
Sono opportunità in ottica prima squadra, un’ossessiva caccia al talento cristallino da far esplodere a costo zero che avveniva anche ai tempi di Giuntoli. Tra l’altro con scarsissimo successo, ricordate ad esempio Machach e Zedadka?
La mia idea è che i settori giovanili si costruiscano su alcune solidi fondamenta: dirigenti dalle idee importanti; forti relazioni con le scuole calcio locali; budget adeguato per creare strutture (a Napoli manca da sempre il convitto che possa attrarre i prospetti lontani più interessanti) e circondarsi di tecnici-istruttori preparati.
Ora che si riparta con una rapidissima programmazione per la prossima stagione affidando il gruppo dei 2007 -2008, impegnato sia nel durissimo campionato Primavera 2 che nella prestigiosa vetrina europea della Youth League, dall’unico tecnico in organico in grado di poter valorizzare e far crescere questi ragazzi: PEPPE FUSARO!!!
Approfondimento a cura di Marco Lepore
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