Il tecnico in conferenza stampa con il presidente De Laurentiis ha ufficializzato la decisione

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Uno a fianco all’altro, in una serata in cui tutto sembra annunciato, Aurelio De Laurentiis e Conte si separano. Entrano assieme in sala stampa e parlano, raccontano, svelano e infine annunciano ch’è finita. Aurelio De Laurentiis si avvicina ai microfoni con Antonio Conte, alle 20.34, ed è già ovviamente previsto che vada come si pensa ormai da un bel po’. De Laurentiis è uomo di spettacolo e per arrivare alla notizia, parte un po’ alla larga, da Bologna… “Quella sera capitò a Conte di avere un momento di forte delusione e probabilmente in quel momento l’allenatore, in una piazza che pretende troppo, forse ha pensato non posso fare miracoli. Gli dissi: prenditi una settimana di pausa, stai tranquillo, stai a casa, riposati. Poi ricordo che un mese fa mi ha chiamato: possiamo incontrarci? Sai, siamo amici Aurelio…E capii… Fui diretto: se Napoli ti sta stretta io capisco, non siamo il Bayern, il Psg, il Real. Dobbiamo stare dentro un budget. E poi..”. Ma la notizia è un’altra, la dà Conte. Ma di chi parla e con chi ce l’ha Antonio Conte quando si congeda da Napoli? La risoluzione del contratto è impastato di misteri: e comunque, Conte lascia il Napoli. “Non ho voluto sapere niente sul progetto futuro quando telefonai a De Laurentiis: in virtù della amicizia ho percepito che il mio percorso stava per finire. La decisione è stata mia. Su Napoli ho capito una cosa, non sono riuscito a portare compattezza. E se questo non succede non si riesce a combattere. Ho sentito tanti veleni. Napoli ha bisogno che certe persone si allontanino. Ho fallito su questo punto, ho alzato le mani e quando le cose non le posso cambiare. Ringrazio De Laurentiis e la sua famiglia per avermi fatto conoscere l’ambiente Napoli. Esperienza stupenda”. Arrivederci e grazie, al termine di un biennio “fantastico” per Conte, con De Laurentiis che rimpiange gli infortuni (“avremmo vinto lo stesso e di nuovo”) con l’allenatore che non è d’accordo: “L’Inter è fortissima, la penso diversamente, perché l’anno scorso sono arrivati in finale di Champions”. E’ un momento di confessioni, Conte scivola su Ancelotti (“ma lui qua non ha vinto”) quando De Laurentiis – per spiegare l’ambiente – cita l’anno e mezzo di Carletto costretto a subire accuse gratuite; poi si riprende e rivela: “De Laurentiis mi ha detto: se ci ripensi, fammelo sapere, anche all’ultimo momento”.

 

 

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La decisione era già nota, ma Conte e il Napoli hanno aspettato la fine de campionato per l’ufficialità. In una conferenza stampa con De Laurentiis (che oggi compie 77 anni), il tecnico ha confermato l’addio: “Un mese fa ho chiamato il presidente e non ho chiesto niente. Ho detto: ‘In virtù dell’amicizia che abbiamo il mio percorso sta per terminare’. Non mi interessava sapere niente perché era una decisione che avevo già preso”. E poi ha continuato: “Al Napoli ho fallito in una cosa: non sono riuscito a portare compattezza e se non c’è compattezza diventa difficile combattere con le altre squadre. Si è sparso tanto veleno attorno alla squadra e il Napoli non ha bisogno dei falliti che spargono veleni. Dopo Bologna quello che ho avvertito è che c’erano delle situazioni che non mi piacevano. Ho avuto il carattere di dire che le annate anonime non le volevo fare ed ero anche pronto a farmi da parte. Qualche innesto della campagna acquisti non è entrato in sintonia con il vecchio gruppo, poi ci siamo parlati in maniera chiara con i ragazzi ed eravamo tutti sulla stessa barca”.

Compattezza

Ma la notizia è un’altra, la dà Conte. Ma di chi parla e con chi ce l’ha Antonio Conte quando si congeda da Napoli? La risoluzione del contratto è impastato di misteri: e comunque, Conte lascia il Napoli. “Non ho voluto sapere niente sul progetto futuro quando telefonai a De Laurentiis: in virtù della amicizia ho percepito che il mio percorso stava per finire. La decisione è stata mia. Su Napoli ho capito una cosa, non sono riuscito a portare compattezza. E se questo non succede non si riesce a combattere. Ho sentito tanti veleni. Napoli ha bisogno che certe persone si allontanino. Ho fallito sotto questo punto, ho alzato le mani e quando le cose non le posso cambiare. Ringrazio De Laurentiis e la sua famiglia per avermi fatto conoscere l’ambiente Napoli. Esperienza stupenda“. Arrivederci e grazie, al termine di un biennio “fantastico” per Conte, con De Laurentiis che rimpiange gli infortuni (“avremmo vinto lo stesso e di nuovo”) con l’allenatore che non è d’accordo: “L’Inter è fortissima, la penso diversamente, perché l’anno scorso sono arrivati in finale di Champions“. E’ un momento di confessioni, Conte scivola su Ancelotti (“ma lui qua non ha vinto”) quando De Laurentiis – per spiegare l’ambiente – cita l’anno e mezzo di Carletto costretto a subire accuse gratuite; poi si riprende e rivela: “De Laurentiis mi ha detto: se ci ripensi, fammelo sapere, anche all’ultimo momento”.

Il futuro

Cosa farà il Napoli, secondo De Laurentiis…”Abbiamo una trentina di giocatori capaci, saremo competitivi. Calma, aspetto che Conte domani mi confermi al sua decisione e poi ci metteremo a cercare“. E cosa farà Conte, secondo Antonio Conte: “Si è parlato di Nazionale, quando dissi che, fossi il presidente Federale, mi terrei in considerazione. Ora leggo che c’è chi suggerisce Guardiola. Lo suggerisco anche io. Ma la Federcalcio è in grado di arrivare ad un top manager?”. De Laurentiis divaga ad uso e consumo proprio, ondeggiando tra Malagò (“l’ho detto a Giovannino, ti sei preso una brutta gatta da pelare”), sulla organizzazione futura del calcio (“potremmo fare come la Premier, uscendo dalla Federazione”), regala una “carezza” a Lotito (“controllava i voti della B all’epoca; il paracadute è maledetto”). Conclusione di Conte: “Pensavo di potermela godere di più, due anni che hanno tolto energia. Ma abbiamo vinto e abbiamo fatto qualcosa di importante e di storico, come ai tempi di Maradona. Il giorno più bello è stato quello dello scudetto e quello sul Lungomare, che rimane indimenticabile, mai festeggiato in questa maniera. Il momento più brutto: Bologna, temevo potesse andare tutto in frantumi. Potevo far lo scemo, ma sarebbe affondata la nave. O affrontare il problema. Ma io al Napoli, ai tifosi faccio gli auguri. Ne siamo usciti vivi quest’anno”. De Laurentiis su futuro e su pretendenti americani: “Gli americani ci sono stati nel 2017, poi ci sono stati gli arabi che offrirono tre miliardi e mezzo per prendersi anche Filmauro. Il problema non è il danaro ma capire se un successore può gestire con il cuore una intrapresa”. Un attacco al sindaco: “Un sindaco che è juventino mi dà lo stadio dal giorno prima della partita a quello dopo. Ma io ho attributi di ferro ed ho supportato l’idea del Napoli”. E chiarito anche l’obiettivo per la panchina: “Bisogna aspettare le gare di stasera perché siamo in tanti a mischiare la carte“. Pensare ad Allegri non è peccato.

Foto Conferenza

 

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