I numeri uno di Udinese e Napoli sono amici da tempo: quante le “figurine” che si sono scambiati!
“Prima ancora che cominciassero ad andare in barca, al largo di Capri, e di scambiarsi calciatori come fossero figurine – però costosissime – Aurelio De Laurentiis e Giampaolo Pozzo furono “nemici”, meglio dire concorrenti, perché nella torrida estate del 2004 si contesero il Napoli a suon di milioni di euro” Ne scrive oggi La Gazzetta dello Sport. “La storia comincia in quel tempo, inizio settembre, quando alla Fallimentare, che aspettava acquirenti, si presentò Pozzo: offerta seducente ma non definitiva, che in una notte venne cancellata da Adl, capace di fare all in e di prendersi il club, che sarebbe diventato suo. Napoli soccer, per cominciare, e primi acquisti – guarda un po’ – da Udine: Berardi, Toledo, el pampa Sosa e via così, ancora e per sempre, tra una nuotata e una pepata di cozze, in una sintonia più unica che rara tra due manager capaci di far calcio – ognuno secondo le proprie possibilità – ad altissimo livello”
L’archivio storico tra Napoli e Udine

“C’è un elenco di colpi che per redigerlo serve l’archivio storico, la memoria potrebbe non bastare. A lanciare il viavai fu Pier Paolo Marino, manager di spessore, pilastro dell’Udinese, che De Laurentiis volle a Napoli per lanciare il progetto che dalla C avrebbe poi guidato in questa dimensione favolistica: per cinque anni, PPM è stato il riferimento non solo tecnico del Napoli, poi destinato ad altri ds. Fabio Quagliarella fu il primo botto, inaspettato, estate del 2009, chi lo avrebbe detto, e testimoniò una affinità tra De Laurentiis e Pozzo che sistematicamente avrebbe trascinato da Nord a Sud o da Sud a Nord un bel po’ di giocatori. Inler, presentato con la maschera del Re Leone, costò diciotto milioni di euro, per Allan ce ne vollero sedici, per Zielinski altri quindici, per Meret una ventina e, appena dieci mesi fa, ne sono serviti trentacinque (nove subito e ventisei per il riscatto) per arrivare a Lorenzo Lucca.”
La litigata per Zuniga

“Ma da Udine arrivò a Castel Volturno Armero, e anche più recentemente Karnezis, e da Napoli partì Domizzi, poi Denis, poi Zuniga, unico elemento di divisione tra le due famiglie, però dirottato al Watford. Raccontano le malelingue, che però ne sanno, d’un accordo per il colombiano classico: prestito oneroso con riscatto automatico alla ventesima presenza. Zuniga ne fece ventidue, si disse per mancata comunicazione interna, e la ventesima sembra sia scattata in una gara già segnata, con risultato acquisito, senza che fosse necessario intervenire. De Laurentiis fu intransigente, i Pozzo si risentirono ma per far pace bastò poco, perché – come si vede – altra acqua è scivolata sotto ai ponti.”
Affari mancati

“Ma i mega affari, tecnici ed economici, saltati per un niente sono quelli di Totò Di Natale (2010) e Alexis Sanchez (2011). A smontare il piano di De Laurentiis in un caso fu l’inaspettato no di Totò Di Natale e nell’altro l’irruzione incontrastabile del Barcellona di Guardiola. Ma domenica 24 maggio occhio ad Atta e a Davis: De Laurentiis e Pozzo non pasteggiano più sullo yacht guardando i Faraglioni ma sono sempre amici”
