Ci sono punti critici, ma UGP vorrebbe riaprire i negoziati

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Il Napoli non è in vendita, questo appare evidente. Ma la trattativa e l’offerta sono vere e di spessore. Scrive il CdS: “ Tra gli investitori del pool che fa capo ad Underdog Global Partners, oltre a Dan Doyle e Angelo Pasto, entrambi General Partner & Advisor di U G P, ci sarebbe anche il fondo Ariel Investments. Come si evince da una serie di scatti pubblicati quattro giorni fa sull’account Instagram di Underdog, sono stati a Napoli due manager della sezione Project Level di Ariel: il captain Jason Wright, un tempo running back dei Wildcats e oggi Project Level’s Managing Partner and Head of Investments; e Rebecca Curran Elkins, principal dell’area Starting lineup. Con loro, in posa, ci sono Rizzetta e Joseph Greco, Co-Founder & Managing Par t ner di Underdog Global Partners. Sullo sfondo, il Vesuvio e il Golfo.

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Tra i particolari emersi dal servizio firmato The Athletic, dicevamo, il nodo che avrebbe strozzato le trattative: i famosi punti critici (non ben identificati) sollevati da De Laurentiis che UGP vorrebbe superare per riaprire i negoziati. «Se De Laurentiis dovesse accettare l’offerta – si legge -, realizzerebbe uno dei maggiori profitti nella storia dello sport, avendo acquisito il Napoli per meno del 2% della proposta avanzata dal consorzio guidato da UGP. Sarebbe paragonabile al guadagno realizzato da Mark Cuban quando vendette la sua quota del 73% dei Dallas Mavericks a Miriam Adelson e alla famiglia Dumont per 3,2 miliardi di dollari, dopo aver originariamente acquisito il controllo della franchigia per 285 milioni di dollari all’inizio del secolo».
Underdog Global Partners, come già accaduto venerdì in occasione del contatto diretto del Corriere dello Sport-Stadio con Rizzetta, ha diffuso un comunicato al cospetto della richiesta del Times di rilasciare una dichiarazione sulla vicenda: «Non commentiamo voci e speculazioni», si legge.”
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