Raffaele Di Fusco a Il Mattino: “La maglia del Napoli non si dimentica, indossarla è un privilegio”

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Raffaele Di Fusco è uno degli storici personaggi del Napoli. Ha vinto due scudetti come secondo portiere, alle spalle di Claudio Garella Giuliano Giuliani. È tra i protagonisti dell’associazione Napoli Legends, composta da ex giocatori del Napoli che martedì 26 sfiderà una rappresentativa di calciatori stranieri per beneficenza allo stadio Maradona (ore 20.30, diretta Dazn). L’evento è stato intitolato “La notte dei leoni”.

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Come nasce l’Associazione Napoli Legends?
«La Napoli Legends Aps nasce ufficialmente nel 2020 grazie alla volontà di un gruppo di noi ex calciatori simbolo dell’epoca maradoniana. Parliamo di circa diciotto protagonisti straordinari della storia azzurra: da Careca ad Alessandro Renica, a Giuseppe Bruscolotti, fino a Bruno Giordano e Andrea Carnevale, solo per citarne alcuni dei 18 fondatori. L’idea era semplice ma profonda: restituire alla città di Napoli e ai tifosi almeno una parte dell’amore immenso che abbiamo ricevuto negli anni dai nostri tifosi che ci hanno reso “eterni” anche realizzando iniziative sociali e benefiche itineranti nelle diverse città italiane».

Negli ultimi anni avete realizzato tante iniziative.
«Nel 2022 abbiamo chiesto una mano ad un amico da sempre nostro tifoso per aiutarci a realizzare i progetti che avevamo in mente. Ascoltando ognuno di noi ci ha aiutato a svilupparli. Si tratta di Alessandro Picardi, un top manager napoletano che lavora da anni in grandi multinazionali tra Roma, Milano e Parigi ma riesce a trovare il tempo per darci una mano concreta e ha fatto “esplodere” questo gruppo che partito in 18 ora vanta ben 120 leggende che hanno fatto la storia del calcio a Napoli, tutti uniti nello sviluppare eventi a scopo benefico e sociale come dei video che ogni anno promuoviamo contro la violenza sulle donne. Picardi non vuole mai essere protagonista perché dice che dà solo una mano e che l’associazione è nostra, l’abbiamo fondata noi e che è giusto che ci mettiamo la faccia noi impegnandoci direttamente nelle cause in cui crediamo. La verità è che grazie a lui questa associazione è diventata una grande realtà. Da allora abbiamo lavorato intensamente su tanti progetti, sempre con lo spirito della solidarietà e della vicinanza concreta al territorio».

Qual è il modello organizzativo delle Napoli Legends?
«Si basa interamente sul volontariato e sulla partecipazione attiva di tutti i componenti. Ognuno mette a disposizione tempo, competenze ed esperienza gratuitamente, esclusivamente per amore di Napoli e per il sociale. Io per esempio coordino tutta la logistica e l’organizzazione degli eventi: tanta fatica e anche tanta soddisfazione. L’amico Ciccio Montervino si occupa delle divise e di alcuni aspetti organizzativi legati al nostro marchio, mentre Gokhan Inler ha realizzato quando ancora era in attività come giocatore una pagina social su Instagram come account ufficiale dell’associazione e cura personalmente la pagina e i social. Insomma, ciascuno contribuisce concretamente secondo le proprie possibilità e competenze, senza alcun compenso. Proprio per mantenere totale trasparenza ed evitare qualsiasi forma di strumentalizzazione, l’associazione non ha mai voluto aprire nemmeno un conto corrente dedicato. Sposiamo alcune cause che ci propongono per supportare la raccolta fondi di terzi. Cause nobili in cui crediamo».

Quali sono state le iniziative più importanti realizzate finora?
«Abbiamo dato vita a numerosi eventi benefici in tutta Italia. A Verona con la Fondazione Alis giocando contro le All Star Legends, siamo stati protagonisti anni fa di un bellissimo progetto che sosteneva ben 48 fondazioni solidali molte legate alla ricerca e a malattie tremende che colpiscono bambini ma anche adulti. Poi c’è stato un progetto nel quartiere Sanità di Napoli per il campo San Gennaro dei Poveri, dove abbiamo giocato contro l’Associazione nazionale magistrati e le Fiamme Oro in un triangolare in cui con la Fondazione Mennea abbiamo sostenuto il recupero dei ragazzi di quartiere attraverso il calcio e favorito l’installazione di una Academy ufficiale della Federcalcio argentina che con suoi istruttori federali rende possibile per il 50% dei bambini che vogliono iscriversi e che hanno genitori che non possono permettersi una scuola calcio di averla gratuitamente. Per noi è motivo di grande orgoglio sapere tutti possono avere una possibilità. Molti di noi sono nati senza averle ma nel calcio abbiamo trovato una strada sana con valori sani che durano nel tempo come l’amicizia vera tra compagni, il supportarsi sempre. E sapere che abbiamo contribuito a far nascere un sistema di sostegno dedicato alle famiglie con comprovate difficoltà economiche ci rende orgogliosi».

E martedì ci sarà “La Notte dei Leoni”. Che significato ha questa collaborazione?
«”La Notte dei Leoni” rappresenta perfettamente lo spirito della Napoli Legends: unire emozione, sport, memoria e solidarietà. Siamo felici di collaborare a questo evento che sarà a mio avviso epico perché permette ai tifosi di rivedere insieme tanti campioni che hanno scritto pagine indimenticabili della storia azzurra e che da molti anni non sono più entrati allo stadio Maradona abbracciando come si deve i propri tifosi e sostenendo allo stesso tempo una iniziativa benefica e sociale così nobile. Sarà una vera festa del calcio e dell’appartenenza napoletana nel segno dei ragazzi di Nisida e della Fondazione Santobono-Pausilipon. L’organizzatrice è fantastica e sa che quando possibile noi ci siamo e saremo sempre al loro fianco».

Quali Napoli Legends saranno presenti all’evento?
«Ci saranno tanti protagonisti che hanno fatto sognare generazioni di tifosi napoletani. Tra le presenze annunciate ci saranno: Andrè Cruz, Careca, Alemao, Lavezzi, Walter Gargano, Mariano Bogliacino, Ruud Krol, Dries Mertens, Ruben Maldonado, Claudio Vinazzani, Gianfranco Zola, Blerim Dzemaili, Marek Jankulovski, Diego Demme, Josè Callejon, Morgan De Sanctis, Alessandro Renica, Andrea Carnevale, Pampa Sosa, Eraldo Pecci, Costanzo Celestini, Gokhan Inler, Fabiano Santacroce, Roberto Bordin, Ciccio Montervino, Nicola Mora, Massimiliano Esposito, Emanuele Calaiò, Gianni Improta, Bruno Giordano, Stefan Schwoch, Ivan Rizzardi, Gennaro Iezzo, Peppe Volpecina, Christian Maggio, Ciccio Colonnese, Beppe Incocciati, Giuseppe Bruscolotti, Nando De Napoli, Giorgio Venturin, Andrea Silenzi, Luciano Castellini, Benny Carbone Diego Armando Maradona Jr, Luca Altomare, Faustinho Cané, Ciro Ferrara, Moreno Ferrario, German Denis, Daniel Bertoni, Gigi Caffarelli, Gianluca Grava, Lorenzo Insigne, Roberto Stellone, Claudio Bellucci, Andrea Dossena, ma ci saranno anche due sorprese legate a Edinson Cavani e Marek Hamsik che in un modo diverso non mancheranno. Tutti simboli in epoche e momenti diversi della storia della città e di quella azzurra avendo avuto il privilegio e onore di poter indossare questa maglia».

Qual è il messaggio che volete lasciare ai tifosi napoletani?
«Che la maglia del Napoli non si dimentica mai. Chi ha avuto il privilegio di indossarla porta Napoli nel cuore per sempre. E oggi, attraverso la Napoli Legends Aps, vogliamo continuare a trasformare quell’amore in qualcosa di concreto per il sociale, per i giovani e per il futuro della città. Grazie alla Associazione Nazionale Italiana Calcio Attori 1971: hanno organizzato tutto loro con estrema passione e dedizione, noi siamo solo la squadra ospite ma sono loro che ci riportano al Maradona e sono loro che hanno organizzato scrupolosamente tutto, dalla logistica ai pernottamenti, fino alla scelta della location dove andare a cena dopo la partita per festeggiare questo ritorno tutto assieme. Grazie a Livio Lozzi, a Domenico Fortunato e tutto il suo staff».

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