Il Maradona non chiude le porte: attesa la Notte dei leoni
Il Maradona non chiude le porte domenica al termine di Napoli-Udinese. Dopo 48 ore tornano in campo i grandi ex azzurri, riuniti nell’associazione “Napoli Legends”. Centoventi iscritti, da Luis Vinicio a Khvicha Kvaratskhelia, che presentò la “domanda” all’inizio del 2025, poche settimane dopo essere sbarcato a Parigi.
«Siamo una famiglia vera. Il gruppo è molto vivo, partecipe e unito. Ogni giorno ci si scrive appassionatamente di tutto nel gruppo e ogni decisione viene presa democraticamente: la nostra chat è di fatto un’assemblea permanente dove tutti hanno voce e ogni scelta viene condivisa e votata a maggioranza. Questo spirito di partecipazione è la nostra forza più grande. La maglia del Napoli non si dimentica mai. Chi ha avuto il privilegio di indossarla porta Napoli nel cuore per sempre. E oggi, attraverso la Napoli Legends Aps, vogliamo continuare a trasformare quell’amore in qualcosa di concreto per il sociale», racconta l’ex portiere Raffaele Di Fusco, il vice di Claudio Garella e Giuliano Giuliani nelle stagioni degli scudetti e della Coppa Uefa.
Le Napoli Legends sfideranno martedì una rappresentativa mondiale nella “Notte dei Leoni” (ore 20.30, diretta su Dazn), organizzata dall’Associazione nazionale calcio attori 1971, con Livio Lozzi e Domenico Fortunato che si sono spesi per questa serata nello stadio dei sogni. Lungo l’elenco degli ex in campo. Arrivano dal Sudamerica Alemao, Careca, Lavezzi e Gargano. Ci saranno Krol e l’ottantenne Castellini. E Mertens, l’azzurro che ha segnato più gol nella storia azzurra (148).
E poi Ferrara e Zola, tanti altri campioni che hanno scritto pagine bellissime. Cavani e Hamsik presenti con messaggi carichi di affetto per una città profondamente amata. Anche stavolta le Napoli Legends giocano per una nobile causa. Anzi, due, illustrate da Di Fusco: «Sarà una festa del calcio e dell’appartenenza napoletana nel segno dei ragazzi di Nisida e della Fondazione Santobono-Pausilipon». L’incasso destinato al restauro del teatro del carcere minorile, dedicato a Eduardo De Filippo. Nobili cause apprezzate dal ministro di Giustizia Carlo Nordio e dalla presidente della Scuola nazionale dell’amministrazione Paola Severino, attesi allo stadio Maradona.
La squadra Napoli Legends come ricorda Il Mattino, è nata sei anni fa. Diciotto i fondatori, tra questi Bruscolotti, Careca, Renica, Giordano e Carnevale. Nel 2022 il progetto, nato con fini sociali oltre che con l’idea di creare uno spogliatoio virtuale, si è rafforzato e adesso i soci sono 120. «Sono entrati Kvara, Simeone e Raspadori dopo aver lasciato il Napoli», spiega Di Fusco. Gli ex si sono suddivisi i compiti affinché la macchina funzioni.
«Ognuno mette a disposizione tempo, competenze ed esperienza gratuitamente ed esclusivamente per amore di Napoli e per il sociale. Io per esempio coordino tutta la logistica e l’organizzazione degli eventi: tanta fatica e anche tanta soddisfazione. Montervino si occupa delle divise e di alcuni aspetti organizzativi legati alla nostro marchio, mentre Inler ha realizzato una pagina social su Instagram come account ufficiale dell’associazione e cura personalmente la pagina e i social. Napoli Legends non ha mai aperto un conto corrente dedicato. Sposiamo alcune cause che ci propongono per supportare la raccolta fondi di terzi: cause nobili in cui crediamo», sottolinea l’ex portiere.
Da quattro anni c’è un top manager accanto alle Napoli Legends: Alessandro Picardi. Ascolta i progetti degli ex calciatori e li aiuta a realizzarli. «Riesce a dare una mano concreta al gruppo che era partito con 18 iscritti e adesso ne conta 120. Il dottor Picardi non vuole essere protagonista, lascia a noi il campo. Ma è grazie a lui che questa associazione è diventata una grande realtà, in grado di portare avanti progetti con lo spirito della solidarietà e della vicinanza concreta al territorio».
Dal passato al presente, qual è il rapporto con il Napoli di De Laurentiis? «C’è un dialogo positivo e costruttivo. Speriamo che in futuro possano nascere sinergie importanti, magari proprio in occasione del centenario perché il patrimonio umano e sportivo rappresentato dalle Napoli Legends appartiene alla città e ai tifosi che vivono di identità, passione, sentimenti e ricordi», si emoziona Di Fusco.
