Non solo Stellini, sono 9 i fedelissimi di Antonio. Saranno tutti in nazionale se…?

Il tecnico del Napoli "viaggia" con un gruppo formato da nove persone che lo segue da tanti anni: alcuni sono con lui da sempre, altri si sono aggiunti in seguito

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“Chi siete? Cosa fate? Cosa portate? Sì, ma quanti siete?”. Però con un fiorino non ci fareste un bel niente, dunque “Non vi resta che piangere”. Il calcio moderno è un intreccio tra “aziende” che si fondono tra di loro ed il principio, ormai, vale ovunque: aziende sono (ovviamente) le società di calcio; e aziende sono diventate – per ciò che fatturano – anche i calciatori che il gergo definisce top player; e poi ci sono gli allenatori, che alla regola contemporanea non sfuggono, perché se un allenatore ha con sé dieci uomini, si è comunque di fronte ad un’impresa, neppure a conduzione familiare. La Antonio Conte & company o la Antonio Conte e associati o la Antonio Conte e basta muove interessi tecnici e pure commerciali, è un brand (vincente), garantisce risultati, dunque utili sul campo (a Napoli: uno scudetto, una Supercoppa Italiana e un secondo o terzo posto si vedrà domenica): e poi pazienza se comporta anche delusioni, l’uscita da 30° dalla Champions per dirne una, o una quantità imprecisabile di infortuni. Questo è il rischio d’azienda. Conte è un capitano d’industria del calcio, lui alla pari dei suoi colleghi, e nel Napoli di De Laurentiis incide a livello di bilancio in maniera corposa: sui centocinquanta milioni di monte-ingaggi, qualcosina in più del 10% appartiene al tecnico (una ventina di milioni lordi; 8,5 annui netti più bonus qualificazione di uno e mezzo all’allenatore, il resto ai collaboratori) e ai suoi uomini di fiducia. Che sono tanti, un bel “corpo” – si direbbe una squadra nella squadra – fedeli nei secoli (quasi tutti), pilastri di un’idea che piaccia o no raggiunge sempre ciò che vuole e che adesso aspetta di capire cosa accadrà, dovesse esserci la Nazionale, aspirazione legittima di chiunque.

 

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Eccoli

Lele Oriali è l’ala ma anche l’anima moderata (ma non sempre), è una specie di diplomatico che deve fungere da cuscinetto nei rapporti intrecciati: sta lì da un bel po’, da Coverciano, e Napoli ha rappresentato un’esperienza emotivamente forte che si concluderà comunque con l’addio di AC. La famiglia è un riferimento certo di Conte e suo fratello Gianluca ha un posto meritatamente privilegiato, conquistato attraverso il sentimento ma principalmente con il lavoro. Poi, c’è il resto dell’area tecnica, il suo vice Stellini, che è la sua ombra da un decennio, essendo stato alla Juve, poi all’Inter, poi al Tottenham, dove subentrò al mister del suo cuore per un breve periodo; e a seguire, Maiuri che fa il match analyst e Coratti che cura la preparazione atletica; Rosario Lopez – che ha ereditato dal Napoli – come preparatore dei portieri condivide le responsabilità assieme a Giglio; ma pure l’ex bomber Abbruscato che da due anni sta nel gruppo, nel quale è entrato di recente Marco Rufolo, educatore alimentare. La Conte & partner è un plotone: “chi siete? Cosa fate? Cosa portate? Sì, ma quanti siete?”….   Fonte: Gazzetta

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