Caso Maradona, la testimonianza della figlia aggrava la posizione del medico

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Nel processo per la morte di Diego Maradona si aggrava la posizione del neurochirurgo Leopoldo Luque. In tribunale, la figlia Jana ha raccontato che fu Luque a convincere la famiglia a scegliere il ricovero domiciliare invece di una clinica specializzata, sostenendo che il padre non avrebbe accettato il trasferimento in struttura.

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Nel corso del processo sono già state ascoltate le testimonianze delle figlie Dalma, Gianinna e Jana, oltre a quella dell’ex moglie Veronica Ojeda e dei consulenti forensi incaricati dell’autopsia. Tutte le deposizioni hanno evidenziato presunte gravi mancanze nell’assistenza sanitaria prestata dai sette imputati accusati di omicidio colposo.

Diego Maradona morì a 60 anni a causa di un edema polmonare acuto provocato da insufficienza cardiaca. L’autopsia, secondo quanto riportato da ilmattino, rivelò un cuore dal peso di 503 grammi, circa il doppio rispetto alla norma, oltre a una cardiomiopatia dilatativa e a un diffuso accumulo di liquidi negli organi e nei tessuti del corpo.

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